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Politica

Elezioni, quattro leggi da eliminare, tre da fare e un impegno: l’appello di “Salviamo il Paesaggio” ai candidati

Genova. Come gli altri 143 comitati locali del Forum nazionale “Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, anche quello genovese sottopone ai candidati di tutti gli schieramenti in lizza sul proprio territorio alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio un proprio documento di priorità sui temi connessi al concreto contenimento del consumo di suolo e alla salvaguardia dei territori e del paesaggio.

Si tratta di otto punti “secchi”, ovvero otto leggi prioritarie che il Forum nazionale invita a promuovere o a eliminare sin dall’inizio della nuova legislatura, richiedendo ai candidati di esprimere la propria condivisione e, dunque, a sottoscrivere un preciso impegno.

Le adesioni dei candidati verranno puntualmente segnalate sul sito nazionale del Forum (www.salviamoilpaesaggio.it) e costituiranno dunque una mappa documentale per tutti gli elettori sensibili al tema del consumo di suolo (ormai al centro dell’agenda politica nazionale.

Ecco le leggi da fare subito. Approvare il Ddl dedicato alla valorizzazione delle aree agricole e al contenimento del consumo del suolo, approvato a fine legislatura dal Consiglio dei Ministri e ancora da dibattere nelle commissioni e in aula, apportando nel contempo una serie di miglioramenti suggeriti dal Forum. Una legge che regoli, tramite la partecipazione dei cittadini, la pianificazione e la salvaguardia dei suoli liberi e del paesaggio, secondo lo spirito delle “linee guida” formulate dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio. Una legge che regoli il ciclo di vita degli immobili, includendo obblighi di recupero degli inerti che ne riducano drasticamente lo smaltimento in discarica.

Ora le leggi da eliminare subito. La cosiddetta ‘legge Obiettivo’, così da riportare le attuali 390 opere in essa contenute nell’ambito delle procedure ordinarie. I commi 1, 2 e 3 della cosiddetta legge ‘Sviluppo bis’, così da azzerare gli incentivi
per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali (di importo superiore a 500 milioni di euro) anche in mancanza di un equilibrio del piano economico. Il cosiddetto ‘silenzio assenso’ e il ‘piano per le riqualificazioni delle città’. La possibilità di dichiarare siti ‘di interesse strategico per la difesa militare della
nazione e dei nostri alleati’, così da non più consentire l’autorizzazione di progetti edificatori in deroga alle vigenti leggi urbanistiche (è il caso, ad esempio, del Muos di Niscemi).

L’ultima richiesta è l’assunzione dell’impegno a non approvare norme in campo urbanistico, edilizio, paesaggistico, culturale o ambientale, in contrasto con i principi di tutela del territorio, dei beni culturali, del paesaggio, dei suoli liberi e dell’ambiente in genere.

Il documento completo di richieste ai candidati è scaricabile qui.