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Economia

Elezioni, Bosco e Vesigna (Cgil): “Priorità al lavoro”

Genova. Il prossimo 24 e 25 febbraio in Italia si vota. Tante sono le aspettative. La Cgil chiede ai candidati che con la prossima legislatura si apra una fase nuova che affronti la sfida della competitività investendo in innovazione e ricerca, abbandonando la politica di solo rigore che ha fatto crescere l’ostilità verso l’Europa e che si torni a valutare l’opportunità dell’intervento pubblico in economia.

“Molte questioni aspettano risposte, ma la priorità assoluta è il lavoro che non c’e`, ovvero la necessità di creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per le nuove generazioni che vivono in un vero e proprio stato di disagio, con percentuali di disoccupazione che raggiungono il 37%, e che quando lavorano lo fanno con contratti precari e malpagati. Come si fa a guardare con fiducia al futuro se non si mette in campo una chiara strategia di lotta alla precarietà? Anche perchè alla prova dei fatti la riforma Fornero si è rivelata un vero e proprio fallimento”. A parlare sono Ivano Bosco e Federico Vesigna, rispettivamente segretario della Cgil di Genova e della Liguria.

“C’è una vera e propria emergenza occupazionale anche perchè chi vive solo del proprio lavoro rischia di scivolare in uno stato di povertà. Si fa un gran parlare di tasse e tutti chiedono di alleggerirle, ma c’è una grande questione legata al reddito di lavoratori dipendenti e pensionati che hanno visto crollare il loro potere di acquisto. E questo è tanto più vero in una regione anziana come la nostra dove si fa sentire il blocco della rivalutazione delle pensioni”.

“La gravità della questione sociale con una disoccupazione in doppia cifra e la cassa integrazione che continua a crescere, con l’esplosione di quella in deroga, ci induce ad allungare la lista della spesa. Perché mancano le risorse per finanziare gli ammortizzatori in deroga anche rispetto al rischio che un numero sempre maggiore di grandi imprese, esauriti gli strumenti disponibili, si trovi nelle condizioni di dover ricorrere a questa tipologia di ammortizzatore sociale”.

Per la Liguria è fondamentale difendere il sempre più esiguo patrimonio industriale: “le sorti di aziende stategiche per l’ammodernamento del paese come Finmeccanica e Ilva dipendono dalle scelte di politica industriale del prossimo governo, mentre il territorio ha la responsabilità di non lasciarsi sfuggire la scommessa dell’innovazione tecnologica”.

Ma non solo: “una volta conclusi gli investimenti in corso d’opera, i porti liguri possono raddoppiare l’attuale capacità di movimentazione, a condizione di realizzare le infrastrutture per l’inoltro della merce (dal Terzo Valico alla Pontremolese), per le quali si devono ancora trovare le risorse per il loro definitivo finanziamento. Si deve inoltre costruire una rete di relazioni con le aree retro portuali oltre appennino per sviluppare la catena del valore della logistica”.

Ed infine, la Liguria ha la necessità di recuperare le risorse necessarie a mettere in sicurezza un territorio fragile e colpito negli ultimi anni dalle alluvioni, cosa che consentirebbe sicurezza per i cittadini e lavoro per la nostra gente.

“Per ultimo la sfida che abbiamo di fronte si può vincere solo con un alto livello di coesione sociale che ci deve vedere tutti impegnati a mettere definitivamente fine alla lunga stagione di divisioni sindacali anche attraverso l’approvazione di una legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro che deve trovare il consenso delle parti sociali”, concludono.