Politica

Elezioni, a Genova il flash mob di Greenpeace: “Io non voto”

Genova. Flash mob dei volontari di Greenpeace a Genova, che hanno portato nel centro cittadino la sagoma di una centrale a carbone e le emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Lo scopo dei volontari è quello di sottolineare simbolicamente gli ingenti danni causati all’ambiente e all’uomo dall’uso del carbone come fonte energetica, insieme alla necessità di puntare su un modello di approvvigionamento energetico basato su efficienza energetica e fonti rinnovabili.

Gli striscioni mostrati dai volontari durante il flash mob di ieri  richiamano la piattaforma online “iononvivoto.org”, tramite la quale ad oggi oltre 52 mila cittadini hanno lanciato un chiaro messaggio ai politici candidati a governare il Paese, chiedendo loro di schierarsi dalla parte di un futuro di energia pulita, distante dall’inquinamento e dai disastri causati da carbone e petrolio.

“Il nostro non è un messaggio astensionista” afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. “Al contrario, pensiamo sia giunto il momento in cui i cittadini devono porre delle condizioni chiare e inequivocabili a chi si candida a governarli. Aderendo alla nostra petizione online si manda un messaggio diretto: il mio voto non è disponibile a chi vuole fare dell’Italia un nuovo Texas petrolifero, a chi consente la costruzione di nuove centrali a carbone, a chi frena la crescita delle energie rinnovabili e con essa l’occupazione e l’economia”.

Riguardo le pesanti ricadute su ambiente e salute derivanti dall’uso del carbone, i dati principali – estratti da uno studio commissionato da Greenpeace all’istituto di ricerca indipendente SOMO, in riferimento alle emissioni del 2009 – stimano i danni della produzione termoelettrica a carbone di Enel in 1,8 miliardi di euro (circa 2,1 miliardi con la centrale di Civitavecchia a pieno regime); e misurano gli impatti sanitari, in termini di mortalità prematura, in 366 casi di morte attesi. Secondo lo studio di Greenpeace, inoltre, la realizzazione degli impianti a carbone Enel di Porto Tolle e Rossano Calabro – progetti che l’azienda porta avanti da anni – costerebbe fino a 95 ulteriori casi di morti premature l’anno e danni stimabili in ulteriori 700 milioni di euro l’anno.

“A Genova, proprio riguardo la centrale a carbone di Enel, la procura della Repubblica è recentemente intervenuta aprendo un fascicolo con l’iscrizione dei reati per ‘violazioni di tipo ambientale’, riguardo al mancato rispetto di prescrizioni tecniche imposte dal Ministero dell’Ambiente”, sottolinea l’associazione.