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Cronaca

Domani sciopero del trasporto pubblico, dai pendolari l’idea di un nuovo modello per l’area metropolitana genovese

Genova. Si prospetta un venerdì nero per il trasporto pubblico a Genova. Domani, infatti, andrà in scena lo sciopero regionale, con bus fermi per 4 ore nel capoluogo e in tutta la Provincia. Ecco le modalità della mobilitazione. Amt Spa Genova (compresa Ferrovia Genova Casella): Personale Viaggiante e Graduato dalle ore 11.30 alle ore 15.30. Tutto il restante personale comandato su turni dalle ore 11.30 alle ore 15.30. Tutto il personale impiegato su turno intermedio secondo pezzo del turno . Personale esentato come da accordi vigenti.

Atp Carasco: Personale Viaggiante e Graduato, dalle ore 10.30 alle ore 14.30. Restante Personale, le ultime quattro ore del turno; Personale Biglietterie, dalle ore 10.00 alle ore 14.00; Personale esentato, come da accordi vigenti.

Intanto, da Sonia Zarino, portavoce dei pendolari liguri, nasce una proposta per un nuovo modello di governance dell’area metropolitana genovese. “I diversi attori della mobilità operanti nell’area metropolitana genovese (enti pubblici ed aziende erogatrici di servizi) si muovono in modo assai scoordinato e al di fuori di valide politiche di programmazione. Ogni azienda elabora autonomamente orari, percorsi e tariffe, fissa costi di gestione in funzione della propria organizzazione e programmazione, elabora strategie commerciali senza tenere conto di ciò che fanno gli altri, e ponendosi anzi, spesso, in concorrenza con gli altri vettori per strappare ad essi quote di utenti, più che per generarne di nuovi, sottraendoli ad esempio al traffico privato. Questo, nel caso di mezzi pubblici, genera diseconomie e spreco di risorse in quanto sarebbe necessario piuttosto attivare delle sinergie tra vettori di questo genere”, spiega Zarino.

Tutto ciò avviene nonostante diverse ricerche dimostrino come quote considerevoli di utenti del trasporto privato sarebbero molto ben disposti a utilizzare i mezzi pubblici se fossero in linea con le loro esigenze di mobilità.

“Minimizzare i tempi di percorrenza complessivi degli spostamenti e i costi sostenuti per essi. Data la quota considerevole di persone la cui esigenza di viaggio risulta essere “incomprimibile” (lavoro e studio), riuscirne a dirottare anche un terzo o la metà verso l’utilizzo del mezzo pubblico porterebbe risultati di rilievo in termini di decongestionamento del traffico, qualità dell’aria e del clima acustico e di aumento della sicurezza stradale – prosegue la portavoce dei pensolari – Da questo punto di vista una gestione integrata della mobilità a livello di area metropolitana, effettuata da una Autorità, appare una scelta che presenta molti vantaggi e può anzi costituire uno dei capisaldi attorno ai quali ridisegnare anche amministrativamente il nuovo ente che prenderà il posto della Provincia di Genova”.

Zarino sostiene il suo ragionamento in base a diverse ricerche svolte nell’Unione Europea (Van de Velde, 2001), secondo cui la condizione per una governance efficiente ed efficace è la separazione dei livelli decisionali che la compongono: il livello politico, il livello tecnico e il livello operativo della produzione dei servizi.

“Analizzando l’esperienza di paesi quali Gran Bretagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia (Van de Velde, 2001; Cesit 2000), la separazione fra i tre livelli decisionali, per essere realizzata in modo rispondente alle finalità di efficacia ed efficienza che si prefigge, prevede la creazione di organizzazioni intermedie tra gli organismi di rappresentanza politica locale e le imprese di trasporto – spiega Zarino – La politica locale definisce gli obiettivi generali da conseguire in tema di trasporto locale, lasciando la responsabilità tecnica della progettazione e organizzazione del sistema a chi è dotato delle necessarie competenze e che, particolare importantissimo, è tenuto ad agire nell’interesse degli enti locali cui fa riferimento: stiamo parlando dell’Agenzia per la Mobilità”.

E ora l’applicazione sul territorio locale. “Pensando all’Area Metropolitana di Genova, questo modello basato sull’Agenzia intesa come livello intermedio di governance troverebbe una sua applicazione particolarmente adatta per integrare i flussi di mobilità tra i vari centri, grandi e piccoli, e offrirebbe un livello di rappresentanza tale da garantire tutte le comunità presenti nell’ Area”, conclude Zarino.