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Cronaca

Disordini Genoa-Siena, il vicequestore in aula: “Preziosi disse ai giocatori di togliersi le maglie”

Genova. E’ entrato nel vivo questa mattina con l’audizione dei primi testimoni il processo contro quattro tifosi del Genoa per i disordini avvenuti durante la partita Genoa -Siena del 22 aprile 2012, in cui un gruppo di ultrà, dopo il risultato parziale di o a 4 contestò pesantemente la squadra chiedendo a giocatori di togliersi le maglie. Sono in tutto 12 i tifosi imputati dei reati più gravi (resistenza aggravata, minacce, violenza privata), ma 8 di loro finiranno a processo il 26 febbraio con una probabile nuova richiesta di patteggiamento da parte dei legali.

Oggi, di fronte al tribunale collegiale presieduto da Marco Devoto sono sfilati 5 degli 11 funzionari di polizia chiamati dal pubblico ministero Biagio Mazzeo a raccontare cosa successe in quell’anomala domenica di calcio. E sono stati mostrati alcuni filmati relativi ai disordini e alla conformazione dello stadio Ferraris per capire come un nutrito gruppo di tifosi è riuscito a passare dal settore della Gradinata Nord a quello dei Distinti.

“Dal sopralluogo effettuato subito dopo la partita da parte di due funzionari della Procura federale e un rappresentate di Sporting Genova è emerso che non ci fu effrazione” ha detto in aula un funzionario del Gos, l’organismo che coordina la sicurezza degli spettatori all’interno dello stadio. I tifosi quindi presumibilmente hanno superato il primo passaggio (portone con maniglioni antipanico) e poi le due successive porte di ferro che danno accesso ai distinti. “Non c’è stato scavalcamento – ha spiegato l’avvocato Stefano Sambugaro –  ma solo il passaggio da un settore a un altro, ora in aula dovremo capire come questo è avvenuto”.

La questione, che non riguarda solo i 12 ma circa 150 altri tifosi, è se si configuri o meno il reato di “scavalcamento”, ed è assolutamente centrale visto che l’articolo 7 del decreto Amato sulla violenza negli stadi, per la presenza di un tifoso in un settore diverso da quello assegnato dal biglietto uninominale, prevede una semplice multa.

Tre dei quattro imputati dei reati più gravi erano oggi presenti in aula e hanno ribadito ai cornisti: “E’ stato solo un gesto simbolico, senza nessuna volontà di violenza”.

A testimoniare questa mattina anche il vice questore vicario Vincenzo Ciarambino che ha ribadito: “Il presidente del Genoa Enrico Preziosi disse a giocatori di togliersi le maglie. E anche il direttore sportivo Capozzucca ha detto ai giocatori: ‘Toglietevi le maglie, sennò sospendono la partita e ci prendiamo la penalizzazione'”.

Il processo è stato rinviato al 3 aprile.