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Artigianato, nel 2012 chiuse 200 aziende in Liguria

Genova. E’ un bilancio in chiaroscuro quello della Confartigianato, che spesso in questi mesi in cui si elencavano i numeri della crisi riportava dati in controtendenza. Eppure il 2012 ha dei numeri tutt’altro che soddisfacenti.

Il 2012 chiude col segno meno per l’artigianato ligure: il saldo tra aperture e cessazioni di impresa è di -199 aziende, pari a un tasso di decrescita dello 0,41%, contro il +0,98% del 2011. A conti fatti l’artigianato ha patito maggiormente la crisi dell’annus horribilis 2012. Infatti, in Liguria il totale delle imprese hanno chiuso il bilancio di fine anno con un tasso di crescita leggermente in aumento (+0,12%). «Non si può dire lo stesso del settore artigiano – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – che ha registrato una maggiore sofferenza rispetto agli altri comparti. Bisogna sottolineare che, come l’artigianato ha registrato in passato anche durante la recente crisi impennate di crescita in controtendenza con gli altri settori, così ora registra un periodo di profonda sofferenza, legata soprattutto alle difficoltà di accesso al credito, al rallentamento dell’export e alla diminuzione nei consumi».

Secondo i dati Infocamere, al 31 dicembre 2012 risultano attive in Liguria 47.634 realtà artigiane, con 3.761 nuove aperture e 3.960 cessazioni di attività. A livello nazionale il calo è stato dell’1,39%, con oltre 20.300 imprese artigiane chiuse nel corso del 2012. Una forte diminuzione, che prosegue in Italia per il quarto anno consecutivo, frutto di 4 mila iscrizioni in meno e di ben 10 mila cessazioni in più rispetto al 2011. Da sottolineare il fatto che i dati relativi alla nati-mortalità delle imprese artigiane riguardano soprattutto le ditte individuali, oltre 1 milione e 100 mila in Italia, con più di 84 mila nuove aperture e oltre 102 mila cessazioni nell’ultimo anno.

Per ciò che riguarda l’analisi provinciale, il calo dell’artigianato in Liguria è stato più marcato in provincia della Spezia, dove il comparto ha chiuso l’anno con un saldo negativo dell’1,96%. A seguire il Ponente ligure: Savona e Imperia hanno registrato una diminuzione rispettivamente dell’1,38% e dell’1,26%. Dati quasi in linea con quelli complessivi del Nord Italia: -1,33% la media delle regioni del Nordovest, -1,6% quella relativa al Nordest.

Unico saldo positivo a Genova: il capoluogo ligure ha chiuso il 2012 con un leggero +0,65%, frutto di 1.677 cessazioni e 1.832 nuove aperture, che la pone seconda provincia in Italia per crescita dopo Macerata. «Tra i comparti che hanno sofferto maggiormente – spiega Grasso,– troviamo il manifatturiero, che raccoglie circa 8 mila realtà artigiane nella nostra regione e che ha chiuso l’anno con un saldo negativo dell’1,8%. Resiste, anche se a fatica, il settore delle costruzioni, con un +0,05% a fine 2012: sono circa 20 mila le realtà liguri attive in questo comparto». In Italia costruzioni e manifatturiero, che rappresentano rispettivamente il 39,7% e il 23,6% del totale del settore imprenditoriale artigiano, hanno evidenziato un notevole calo, pari al 2%. Di poco sotto i valori relativi ai settori del commercio (-1,67%), e del trasporto e magazzinaggio (-1,9%).