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Cronaca

I Comuni del Parco del Beigua dicono no al titanio: “Uno sviluppo all’insegna di turismo e green economy”

Liguria. Da Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Sassello, Stella, Tiglieto, Varazze e Mele un deciso “no” all’ipotesi di sfruttamento minerario nel comprensorio del Parco del Beigua finalizzato all’estrazione del titanio e la scelta di uno sviluppo “green”.

“Confortati dalle dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente della Regione Liguria Renata Briano in merito alla ventilata ipotesi di sfruttamento di una miniera di titanio – afferma il Presidente dell’Ente Parco Dario Franchello – i Comuni del Parco del Beigua rilanciano le politiche di tutela attiva e di valorizzazione del comprensorio dell’area naturale protetta più vasta della Liguria in chiave “green” si legge in una nota dell’Ente Parco del Beigua. Questa la sintesi della riunione che venerdì scorso, presso la sede dell’Ente Parco, ha visto discutere tutti i Comuni del Parco del Beigua (Arenzano, Campo Ligure, Cogoleto, Genova, Masone, Rossiglione, Sassello, Stella, Tiglieto, Varazze), sostenuti anche dal Comune di Mele e dalla Provincia, in merito alle notizie apparse sulla stampa locale e relative ad una non meglio precisata proposta di estrazione del titanio nell’area del Monte Tarinè.

“Preso atto che la Regione Liguria non ha ricevuto alcun progetto di sfruttamento, né richiesta di concessione per la ricerca del titanio, l’Ente Parco e le Amministrazioni locali hanno evidenziato come le roboanti cifre apparse sui giornali non abbiano alcun fondamento tecnico ed economico. Ad oggi nessuno è in grado di stimare il valore del giacimento minerario – precisa il presidente Franchello – tanto meno esistono tariffe regionali relative a concessioni di sfruttamento minerario che si avvicino alla cifre diffuse”.

“Partendo da questi presupposti, Ente Parco e Amministrazioni locali hanno condiviso e sottoscritto un documento in cui richiamano le normative vigenti – comunitarie, nazionali e regionali – per cui nel parco sono esplicitamente vietate l’apertura e l’esercizio di miniere, cave e discariche, nonché l’estrazione di minerali e sottolineano le ricadute negative, in termini di impatto ambientale e di conseguenze per la salute pubblica, che porterebbe una qualsiasi strategia improntata su un distretto industriale minerario. Viceversa, tenuto conto delle vocazioni del comprensorio del Beigua, delle iniziative e progetti per i quali sono stati investiti fondi regionali e comunitari finalizzati ad una rivitalizzazione economica e sociale del comprensorio, degli strumenti che la medesima Amministrazione Regionale ha già approvato ed è in procinto di approvare, l’Ente Parco ed i Comuni del comprensorio hanno sottolineato con forza e determinazione l’interesse delle comunità locali a perseguire un nuovo modello di sviluppo che possa realizzarsi affermando un distretto dell’eccellenza ambientale e della qualità dell’accoglienza e delle produzioni locali, chiedendo alla Regione Liguria di rafforzare le proprie politiche già avviate in materia di turismo, di agricoltura e di forestazione nelle aree rurali, di filiere corte agro-alimentari ed artigianali, di green economy, di valorizzazione della Rete Natura 2000”.

I sindaci, inoltre, avendone apprezzato l’operato, hanno chiesto alla Regione Liguria di non dare seguito all’ipotesi di accorpamento degli Enti Parco Liguri (prefigurata con la L.R. n. 48/2012) mantenendo lo status, il ruolo e le funzioni dell’Ente Parco del Beigua che, fin dalla sua istituzione nel 1995 ed in maniera ancor più incisiva a seguito dell’approvazione del Piano del Parco nel 2001, ha rappresentato e continua a rappresentare un valore aggiunto sul territorio, un riferimento leale ed affidabile per le amministrazioni locali ed uno strumento efficace per realizzare progetti ed iniziative concordate e realizzate in stretta e leale collaborazione con le stesse amministrazioni e le comunità locali.

Nella stessa giornata di venerdì l’Ente Parco ha incontrato anche le Associazioni Ambientaliste ed Escursionistiche maggiormente rappresentate in Liguria (Legambiente, WWF, Italia Nostra, LIPU, CAI, FIE, UISP) che hanno espresso forte preoccupazione e ferma contrarietà nei confronti del rilancio di un progetto di sfruttamento minerario nell’area del Monte Tarinè (già stoppato dalla Regione nel 1996), al confine tra i comuni di Sassello e di Urbe.

Un’ipotesi contestata non solo per la sua insostenibilità ambientale, ma anche per l’infondatezza delle valutazioni economiche che la sosterrebbero. Analogamente a quanto espresso dalle Amministrazioni, anche le associazioni si sono dichiarate contrarie alle ipotesi di accorpamento degli Enti gestori delle aree protette liguri ed hanno confermato il loro convinto supporto e la piena collaborazione nei confronti dell’Ente Parco del Beigua per proseguire nelle attività di conservazione e di valorizzazione delle emergenze naturalistiche del comprensorio, sviluppando contestualmente nuovi progetti di educazione ambientale, l’ecoturismo e le attività sportive outdoor, la corretta gestione delle risorse forestali, il presidio idrogeologico, la promozione delle filiere produttive locali.

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