Politica

Albanese (Cd): “Un nuovo patto politico su programma, etica e democrazia”

Genova. “Condivido le istanze sollevate da più parti in merito alla necessità di riformare l’attuale legge elettorale, individuata come “priorità assoluta””. Così Argia Valeria Albanese, candidata alla Camera in Liguria per Centro Democratico. “Personalmente – continua Albanese – ho partecipato alla raccolta firme “EleggiAmo l’Italia”, la campagna lanciata da Mppu- Movimento politico per l’Unità per una nuova legge elettorale, e ne ho condiviso il programma. Ritengo, infatti, che sia assolutamente necessario mandare in soffitta l’attuale norma che nega il rapporto diretto di fiducia tra cittadini-elettori e candidati. Il cosiddetto porcellum ha, a parer mio, un fondo di anticostituzionalità in quanto lega il mandato degli eletti anziché al popolo, alle scelte delle segreterie di partito.

Insieme ad altri candidati, sono in prima linea nella battaglia perché all’inizio della prossima legislatura siano subito ripresentate delle proposte di riforma e siano poste in discussione già nei primi mesi.

Tra i punti che considero prioritari e fondanti di un rinnovato rapporto cittadini-istituzioni vi è anche la riforma dei partiti che vanno riconosciuti finalmente come soggetti giuridici con l’obbligo di rispettare alcuni vincoli, tra cui la trasparenza dei bilanci, la democrazia interna e modalità di scelta precise dei propri candidati.

La campagna “EleggiAmo l’Italia”, lanciata nel marzo scorso, ha coinvolto cittadini, parlamentari e amministratori di tutti gli schieramenti politici con un unico ed essenziale punto di convergenza: il varo in tempi brevi di una legge elettorale veramente rappresentativa della volontà popolare. Purtroppo, ancora l’obiettivo non è stato centrato e i prossimi 24-25 febbraio andremo alle urne con una legge elettorale che rende zoppa la rappresentatività democratica dei futuri eletti.

L’Italia oggi vive una profonda crisi della rappresentanza causata anche da questa legge elettorale sbagliata, che ha tolto sovranità agli italiani e che ha di fatto alimentato il fuoco dell’antipolitica.

Con il Mppu condivido che la rinascita della politica può avvenire su un nuovo patto d’onore, nel nome dell’Italia e del Bene Comune. Un patto che leghi eletti ed elettori e che deve essere vissuto su tre fronti: programmatico, etico e democratico. Tre aspetti che non si esauriscono a campagna elettorale conclusa, ma che devono essere rinnovati, con impegno quotidiano, per tutta la durata del mandato.

La condivisione con gli elettori dei programmi deve essere il primo forte impegno sia nell’elaborazione sia nella verifica della reale attuazione nei cinque anni di mandato. Alla base del nuovo patto politico, fondamentale è la componente etica per tenere sempre al centro la ricerca del bene comune. Nonostante l’assenza del “vincolo di mandato”, gli eletti devono sentire la necessità di rendiconto continuo del proprio operato agli elettori, nel pieno rispetto della democrazia.

L’Italia ha bisogno di questo rinnovato legame dalla cui virtuosità potrà scaturire fiducia, speranza, coraggio per affrontare quella che viene definita come la fase storica più difficile dal dopoguerra”.