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Cronaca

Acquasola, la “trattativa” sbarca in Aula Rossa. Bernini: “Politici e cittadini a bordo ring, ora tocca ai tecnici”

Genova. La situazione Acquasola è “molto delicata”. Torna in Aula Rossa la discussione sul destino del parco cittadino bloccato dalla Magistratura e sottratto temporaneamente ai genovesi perché inagibile, così come la questione, altrettanto spinosa, della “trattativa” tra Tursi e Sistema Parcheggi, l’azienda che avrebbe dovuto costruire il park dell’Acquasola, poi stoppato dalla Cassazione.

E oggi, dopo quattro settimane, è approdato in consiglio comunale l’articolo 54, firmato da Movimento 5 Stelle, Prc, Diritti e Libertà, Lega Nord per chiedere chiarimenti in merito alla giunta.

“Vogliamo sapere chi se ne sta occupando – spiega il capogruppo della Lega Nord a Tursi, Edoardo Rixi – è previsto per legge che il responsabile di un atto pubblico sia comunque conosciuto dal consiglio, ma oggi, a puntuale domanda, il vicesindaco non ha risposto”. In ballo la c’è una vicenda che ha colpito al cuore la città. “Cornuti e mazziati tutti: cittadini, imprenditori, che si sono fidati del Comune, e ambientalisti”, sottolinea Rixi.

“A questo punto – aggiunge – voglio capire chi sta seguendo la pratica per il Comune, cosa intende fare, i risarcimenti che intende dare e quando il parco sarà finalemnte praticabile dai genovesi. Il mio timore è che il Comune non abbia messo nessun fondo a bilancio per il ripristino, ma, sostanzialmente, solo a condanna avvenuta”. Atteggiamento ritenuto dall’esponente del Carroccio “irresponsabile”, segno di “molta leggerezza da parte della giunta Vincenzi e altrettanta da Doria”.

Il punto su cui si consuma l’accusa dell’opposizione e degli ambientalisti anche oggi sugli spalti di Tursi è la poca trasparenza su chi e come stia portando avanti la trattativa, con particolare riferimento all’avvocatura di Stato, “la stessa che ha trattato la questione parcheggio in passato”, dicono nei corridoi.

“C’è un’azione legale in corso – spiega il vicesindaco Bernini – la scelta di ridisegnare nel piano regolatore anche la destinazione di quell’area ha comportato la richiesta di intervento ai tecnici per verificare la possibilità di un accordo”. Dunque secondo il vicesindaco “non è opportuno che né il politico né i cittadini in vario modo organizzati partecipino ad una fase delicata e soprattutto tecnica”. Al contrario è al momento necessaria “la competenza degli avvocati e dei tecnici dei lavori pubblici” per calcolare “i costi dell’operazione se ve ne saranno”. Solo dopo sarà possibile disegnare una possibile rosa di scelte da compiere “con il percorso democratico”.

“L’interesse delle associazioni dovrebbe essere quelo di partecipare al disegno futuro del parco e su questo non ci sono problemi da parte dell’amministrazione – assicura Bernini – abbiamo anche organizzato degli uffici per questa specifica attività, mentre sulla parte legale, servono le giuste competenze per poter istruire la pratica”. Si tratta di stare “ai bordi del ring un attimo, per poi avere i dati significativi”, conclude il vicesindaco.