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A Genova flash mob contro l’omofobia: a San Valentino un bacio collettivo

Genova. Giovedì 14 febbraio 2013, nel giorno di San Valentino, la cittadinanza è invitata ad un bacio collettivo per ribadire che amare è un diritto umano. Alle ore 19.00, Amnesty International con Genovagaya, Arcigay e Famiglie Arcobaleno organizzano un “FLASH MOB CONTRO L’OMOFOBIA”.

Chi vorrà partecipare si incontrerà in Largo Pertini alle 19.00. Poi i partecipanti, al suono di un fischietto, formeranno la scritta “AMARE E’ UN DIRITTO UMANO” con i cartelloni forniti dagli attivisti.

Al suono di un secondo fischietto, tutti i convenuti si baceranno e si scambieranno affettuosità. Al terzo suono di fischietto tutti applaudiranno.

In occasione della festa di San Valentino le associazioni per i diritti umani citate ricorderanno così che l’identità di genere e l’orientamento sessuale sono da tempo riconosciuti come aspetti fondamentali dell’identità di un individuo.

Eppure sono ancora molte le persone “LGBTI” cioè omosessuali dei due generi, bisessuali, transgender e intersessuati, che continuano a subire numerose violazioni dei loro diritti fondamentali.

“La parità di trattamento non è una questione di cortesia o di buon senso” – ricordano gli attivisti di Amnesty International- “ma è un diritto umano e la discriminazione è vietata da numerosi documenti e normative internazionali e nazionali”.

La legge penale italiana antidiscriminazione (legge Mancino), prevede infatti pene aggravate per crimini di odio basati sull’etnia, la razza, la nazionalità, la lingua o la religione, ma non tratta allo stesso modo quelli motivati da finalità di discriminazione per l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

A causa di questa lacuna, l’incitamento a commettere atti o provocazioni di violenza omofoba e transfobica non è perseguibile in quanto crimine motivato dall’odio, come accade invece per le altre forme di incitamento alla violenza discriminatoria.

Questa situazione è in contrasto con il principio di non discriminazione sancito dall’art.21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e favorisce l’aumento di intolleranza e violenza verso le persone “LGBTI” nel nostro Paese.

“La lacuna legislativa non è stata sinora colmata – spiega Emanuela Massa, attivista del gruppo genovese di Amnesty International – “ e il 7 novembre 2012 la Commissione Giustizia della Camera ha respinto il testo base per una nuova legge contro l’omofobia e la transfobia che prevedeva l’estensione della legge Mancino.”

Inoltre, nella legislazione italiana manca qualsiasi riconoscimento della rilevanza sociale delle famiglie costituite da individui dello stesso sesso, ai quali non viene consentito di sposarsi, e dai loro figli.

Per Amnesty International le autorità italiane hanno la responsabilità di proteggere e garantire la realizzazione dei diritti umani delle persone “LGBTI” affinché esse non siano vittime di discriminazione, possano godere degli stessi diritti di ogni altro individuo ed esprimere liberamente il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere senza il rischio di subire abusi.