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Spese “pazze” in Regione: ecco gli acquisti consentiti ai gruppi consiliari

Regione. Come aveva anticipato ieri mattina il presidente Rosario Monteleone, l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale ligure spiega in una nota tutto ciò che la legge regionale 38 del 1990 consente in materia di spese dei gruppi consiliari.
Ecco l’elenco: spese per l’acquisto di libri e/o riviste, spese per acquisto, noleggio e manutenzione di attrezzature non coperte dal consiglio regionale, spese per convegni, seminari, riunioni e altre iniziative collegate allo svolgimento dei lavori, spese di trasporto, spese per ricerche e indagini conoscitive, spese per pubblicazioni del gruppo, acquisizione di spazi radiofonici e televisivi, conferenze stampa, rimborsi spese ai consiglieri regionali e spese per riunioni, convegni e seminari, ristorazione, eventuali oneri per il personale assunto direttamente dai gruppi ai sensi dell’articolo 7 della legge 38 del 1990, spese per consulenze, spese postali, telefoniche e di cancelleria non coperte dalla dotazione di servizi disposta dall’ufficio di presidenza.

E ancora, spese per le indennità di missione/rimborsi forfettari spettanti ai dipendenti/collaboratori assegnati ai gruppi consiliari e spese di rappresentanza.

“Alla luce di quanto sopra esposto – si legge nel comunicato dell’ufficio di presidenza – appaiono del tutto coerenti con la norma vigente gran parte delle spese rese pubbliche dai media. Il compito della Commissione rendiconti, che non ha ancora approvato la documentazione del 2011 e non ha ancora ricevuto quella del 2012, consiste nel riconoscere tale coerenza”.

Dopo il muro dei partiti però bilanci, rendiconti e scontrini non saranno messi online sul sito della Regione, né valutati preventivamente dal collegio dei revisori. Questa la spiegazione ufficiale: “Avendo la Magistratura acquisito i rendiconti dei Gruppi degli anni 2010 e 2011, di cui i media hanno dato ampio e particolareggiato risalto, e avendo la stessa Magistratura acquisito pochi giorni fa anche le bozze dei rendiconti 2012, restiamo in rispettosa attesa del prosieguo delle indagini”.

Dietro il linguaggio istituzionale si cela però lo scontro andato in scena ieri mattina tra il presidente Monteleone e i capigruppo, tra voci concitate e il “niet” secco dei partiti alla pubblicazione dei bilanci.