Quantcast
Cronaca

Spese con i fondi del gruppo Idv, spuntano cravatte e lingerie. Scialfa: “Mai preso un euro, non mi dimetto”

Liguria. Biancheria intima, cravatte, regali di Natale, cene, viaggi. Persino cibo per gatti. La lista delle presunte spese personali che i quattro consiglieri Idv indagati (nel gruppo oggi resta solo Maruska Piredda, mentre Nicolò Scialfa e Marylin Fusco hanno aderito a Diritti e Libertà e Stefano Quaini a Sel) avrebbero effettuato con i fondi del gruppo consiliare regionale sta rimbalzando su tutti i media nazionali, nonostante la Procura di Genova, titolare dell’inchiesta, non abbia voluto esplicitamente entrare nei dettagli.

“In base alle indagini svolte dalla polizia giudiziaria – è quanto riferito oggi dal procuratore capo Michele Di Lecce – è emerso che una parte tutt’ora da quantificare, ma che non si ritiene essere particolarmente rilevante, delle somme erogate dalla Regione al gruppo consiliare dell’Idv è stata destinata a spese di natura personale”.

Dalla Regione, però, trapelano voci di titoli di spesa “imbarazzanti”, nonostante un valore ritenuto non ingente. Dai viaggi alla lingerie, dalle cravatte ai più classici regali di Natale. E poi parrucchieri, giochi, modellini di auto, frigoriferi, divani, casse di vino francese. Tutto al vaglio della procura che sta continuando gli accertamenti sul materiale sequestrato stamani, quando le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio case e uffici di Piredda, Quaini, Scialfa, del tesoriere Idv, Giorgio De Lucchi e di una funzionaria delle agenzie delle entrate per un eventuale reato di “favoreggiamento, ipotizzato, ma ancora da accertare”.

Nel filone di indagine sulle spese del gruppo regionale Idv, i quattro consiglieri sono accusati di peculato, di avere cioè usato i fondi del gruppo per spese personali, mentre per il tesoriere si ipotizza il reato di appropriazione indebita e favoreggiamento. Il gruppo – a quanto si e’ appreso – aveva a disposizione per il 2012 fondi legittimi per complessivi 230mila euro per spese istituzionali. Ma a ottobre era già stata spesa l’intera somma.

Il blitz di stamani in via Fieschi, che nulla ha a che fare con il precedente del mese scorso, è invece collegato ad un’altra inchiesta, quella del Pontedecimo Calcio, su reati tributari per presunte false fatturazioni da cui sono poi partiti una serie di approfondimenti che hanno portato ad indagare le spese dei consiglieri Idv.

In attesa degli sviluppi giudiziari, per cui gli indagati si sono detti “sereni”, sul fronte politico per ora non sembrano profilarsi sconvolgimenti, ovvero rimpasti in giunta.

“Mi sento male ma non mi dimetto – ha dichiarato oggi Nicolò Scialfa, vicepresidente della Regione subentrato a Marylin Fusco quando si dimise per un’altra indagine – Sono innocente, se ho fatto errori di valutazione ne parlerò con i giudici e mi assumerò tutte le mie responsabilità”.

E’ seguito un incontro con il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando: “Non mi ha chiesto di dimettermi, mi ha chiesto solo se sono sereno, e io gli ho risposto che mi sento in un tritacarne ma sono sereno riguardo a quello che ho fatto. Io – ha aggiunto Scialfa – non ho nulla da nascondere. Si parla di uso disinvolto dei soldi dei gruppi? In passato certe spese erano legittime e opportune, poi le stesse spese sono diventate legittime ma inopportune. E ora, con il clima politico che si è venuto a creare, stanno diventando illegittime e inopportune. Io non mi sono mai appropriato di un euro”.