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Economia

Spending review, Regione e Province liguri al tavolo con il ministro Grilli: “Tagli insostenibili”

Genova. “Sarà una partita da giocare tutti insieme con il massimo impegno, sino all’ultimo minuto per il bene del territorio e la salvaguardia dei servizi alle sue comunità” dice Piero Fossati ed è questo lo spirito con cui le Province liguri e la Regione oggi alle 18 saranno in campo, anzi al tavolo, con il ministro dell’Economia.

L’obiettivo che le unisce è vitale per gli enti, le loro funzioni e i servizi ai cittadini: ridurre il peso sui bilanci provinciali dei tagli, drastici e insostenibili, imposti dalla spending review. Dopo il primo incontro al Ministero dell’Economia, Regione e Province liguri hanno chiesto di avviare un lavoro congiunto per trovare soluzione a una situazione che sta mettendo letteralmente in ginocchio le Province e in pochi giorni il presidente della Regione Claudio Burlando e i commissari straordinari delle Province di Genova,
Piero Fossati, e della Spezia Domenico Fiasella e i presidenti di Imperia Liugi Sappa e di Savona, Angelo Vaccarezza (nuovo vicepresidente Upi) sono stati riconvocati a Roma dal ministro Vittorio Grilli, che oggi li incontrerà con il capo di gabinetto del suo dicastero, Vincenzo Fortunato.

“La Regione e le Province liguri apprezzano molto l’attenzione e la tempestività con cui la loro richiesta di un tavolo con il governo è stata accolta dal ministro” e chiedono “un diverso criterio di ripartizione dei tagli – dice Piero Fossati – perché la rigida applicazione attuale della spending review non tiene conto della gestione da parte delle nostre Province dei fondi vincolati per le funzioni delegate, come quello sociale europeo o i fondi destinati ai trasporti, determinando un fortissimo e ingiustificato squilibrio nei tagli e una ripartizione assolutamente iniqua tra le Province liguri e quelle che invece non gestiscono funzioni delegate dalle proprie Regioni”.

I tagli attuali per la sola Provincia di Genova sono addirittura di 27 milioni per il 2013. “Se non saranno ridotti produrranno – conclude il commissario – effetti
drammatici che metterebbero a rischio sia i dipendenti e i servizi dell’ente che il trasporto pubblico locale di Atp e i lavoratori dell’azienda, controllata dalla Provincia”.