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Primo giorno di saldi, genovesi soddisfatti: “I soldi sono pochi ma questo è il momento giusto per comprare” foto

Genova. Tanta gente in giro nella centralissima via XX Settembre, cuore dello shopping genovese, nella prima giornata dei saldi invernali. Tutti a caccia di offerte e occasioni magari per cercare di accaparrarsi proprio il capo adocchiato a prezzo pieno nelle scorse settimane. “I soldi da spendere sono pochi – dice un ragazzo – ma questo è il momento giusto per comprare”.

saldi invernali

C’è chi ha speso qualche decina di euro, e chi già più di cento: “Devo ancora finire il giro, vedremo cos’altro trovo”. Poi ci sono le mamme e le famiglie che ne approfittano per rinnovare il guardaroba ai figli: ” Ci sono buoni prezzi in giro, credo che spenderò 300 euro, tutti per mia figlia”.

Qualcuno meno fortunato non ha trovato quel che cercava: “Il primo giorno già la mia taglia era esaurita, ma mi hanno detto che martedì arrivano nuove scorte, quindi ritenterò”.

Ma in tempo di crisi non tutti riusciranno ad approfittare dei saldi. Secondo una ricerca realizzata da Confcommercio a livello nazionale quattro italiani su dieci non sono interessati ai saldi invernali. Scende infatti al 60,5% il numero dei consumatori che non mancherà l’appuntamento con gli acquisti scontati post-festività: un calo dell’8% rispetto allo scorso anno che si accompagna a una stima di diminuzione anche per le principali tipologie di acquisti (calzature, accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria, etc.) mentre dovrebbero reggere i capi di abbigliamento.

In linea con lo scorso anno la percentuale dei consumatori che prevede di spendere una cifra al di sotto dei 200 euro (68,7% contro il 68,1% dell’anno precedente). Il 26,8% dichiara che spenderà tra i 200 e i 300 euro (erano il 21,8% lo scorso anno), mentre diminuisce la percentuale di coloro che spenderà da 300 a 500 (3% contro il 6,3% dell’anno precedente) e oltre i 500 euro (1,6% contro il 3,7% dell’anno passato). Il 96,9% delle imprese applicherà uno sconto medio sui prodotti venduti a saldo fino al 50%. In particolare, il 55,2% dei commercianti proporrà uno sconto inferiore o pari al 30% (era il 50,4% lo scorso anno), il 41,7% degli imprenditori del commercio applicherà alla merce in saldo sconti tra il 30% e il 50% (era il 46,1% un anno fa), il 3,1% dei commercianti proporrà uno sconto superiore al 50% (era il 3,5% l’anno passato).

I dati di Confcommercio mostrano in calo al 71,6% la percentuale dei commercianti che ritiene che quest’anno i saldi invernali incideranno fino al 20% sulle vendite annuali. Nel 2012 tale percentuale era pari al 79,5%. In diminuzione anche l’aspettativa delle imprese sul contributo dei saldi per la crescita della clientela. Il 60,2% dei commercianti crede che nuovi clienti visiteranno il proprio negozio nel periodo dei saldi (era pari al 62,9% un anno fa). Il 62,8% dei consumatori si recherà nei negozi abituali o di fiducia, mentre il 37,2% acquisterà in punti di vendita non utilizzati abitualmente. Resta poi pressoché costante la percentuale di italiani che ritengono importante il periodo dei saldi. Un consumatore su due è ”molto” o ”abbastanza” disposto ad attendere i saldi per acquistare un articolo al quale stava pensando da tempo (51,4% contro il 50,1% dello scorso anno).

Diminuisce la percentuale delle merci acquistate (in volume) nei periodi dei saldi da parte dei consumatori. Fatto 100 il volume degli acquisti di abbigliamento che vengono effettuati in un anno, il 59,6% dei consumatori acquista in saldo meno del 30% della merce annuale (lo scorso anno era il 48,5% dei consumatori), il 16,2% acquista in saldo tra il 30 e il 50% della merce annuale (era il 23,4% l’anno passato), l’8,1% acquista in saldo oltre il 50% della merce annuale (era l’11,9% un anno fa). Sale dal 22,9 al 27% la quota di consumatori che acquistano su internet mentre il 68,8% dei consumatori si dichiara favorevole alla liberalizzazione delle vendite promozionali, tenuto conto del contesto di mercato attuale.