Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Pdl: fibrillazione in Liguria per le liste. “Indovina chi?”, il Pd lancia la provocazione sul web

Più informazioni su

Liguria. Deroghe, giovani, donne, paracadutati e uscenti. Il rebus delle candidature Pdl è alla prova del nove, mentre in ogni regione, e la Liguria non fa eccezione, continua il balletto dei nomi su chi sarà o non sarà in lista. La palla, dopo il coordinamento nazionale, passa direttamente a Silvio Berlusconi, come da Statuto.

“Le liste sarebbero pronte ma bisognerà metterci mano, limarle – ha detto oggi a margine del consiglio regionale il vicepresidende Luigi Morgillo – C’è soprattutto il problema degli uscenti che sono troppi rispetto alle possibilità di entrare. Il nodo è lì: 6-7 uscenti per 3-4 posti, massimo 5. Finchè non si definisce il percorso per gli uscenti è inutile tirare fuori i nomi dell’imprenditore di successo oppure delle donne o dei giovani”.

Ma non mancheranno i colpi di teatro: “prevedo sorprese conoscendo Berlusconi – ha detto ancora Morgillo – Non so se ci saranno dei mal di pancia, io non ne avrò, sono a disposizione ma mi rimetto alle decisioni del partito”.

A oggi il totocandidature vede in pole positions Franco Orsi, Sandro Biasotti, Claudio Scajola. A seguire Luigi Grillo, Michele Scandroglio, Roberto Cassinelli, Eugenio Minasso.

“Mi auguro che nel Pdl ci sia davvero il rinnovamento – ha sottolineato il consigliere regionale Gino Garibaldi -I criteri che ci siamo dati devono prevalere – ha detto -. Poi ci sono le deroghe e mi auguro che siano date con saggezza. Abbiamo chiesto fortemente ad Alfano che abbia il coraggio di fare il rinnovamento. Biasotti e Orsi? Rispettano i tre criteri, gli altri no. In Liguria però non c’è solo Scajola che ha bisogno di deroghe, ci sono altri”.

Ma è il capogruppo Marco Melgrati a lanciare il Pdl oltre l’ostacolo. “Le liste saranno vagliate da Silvio Berlusconi che troverà nella società civile e nel mondo delle professioni nomi nuovi da affiancare a qualche parlamentare uscente e a qualche eccellenza politica della Liguria – ha affermato – I numeri non sono dalla parte degli uscenti, un po’ di competizione ci sarà. Se e’ vero che c’è un recupero del Pdl potremo però avere delle sorprese. Non sarebbe la prima volta che il Pd soffre di ansia da prestazioni, ricordiamoci la gioiosa macchina da guerra, la vittoria risicata di Prodi. Credo che siano affannati. L’elettore che era distratto e anche un po’ schifato, in qualche maniera disturbato da certi atteggiamenti oggi sta recuperando e come una volta, magari turandosi il naso voterà il Pdl”.

Toni da schermaglia elettorale arrivano anche dal Pd nazionale: sul sito campeggia il nuovo gioco dedicato al Pdl “Indovina chi?”. “Per capire chi sarà il prossimo candidato premier per il Pdl, si può giocare in due o più rispondendo con un “sì” o con un “no” a tutte le domande del tuo avversario senza esitare. Chi indovina prima il candidato, vince”, è il tono del post democratico.

“Avvertenze: il gioco ha una durata tra i 20 minuti e i due mesi. Non è detto che si riesca a trovare il candidato in tempi certi. È consentito barare, spararle grosse, cambiare la realtà delle cose, chiedere il voto senza dire per chi, invadere le televisioni e temporeggiare senza fine. Può indurre dipendenza (prima) e insonnia (poi) tra i giocatori. Di sicuro provoca nausea tra gli spettatori”, concludono i democratici.