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Nervi, omicidio farmacista: Graziadei si dichiara innocente

Genova. “Cercai di tirare giù Paola, provai un dolore enorme per la sua morte. Mi chiesi perché mai fosse successo. Sapevo benissimo che si era uccisa ed ero convinto che usasse degli psicofarmaci”.

Ha negato di aver ucciso la sua compagna Paola Carosio, l’ingegnere Germano Graziadei, 45 anni, che oggi ha deposto al processo in Corte d’Assise. L’imputato, difeso dagli avvocati Andrea vernazza e Massimo Auditore, ha sostenuto che la donna, farmacista di 45 anni, si suicidò impiccandosi all’asta della tenda della vasca da bagno con una striscia di spugna con i manici perché soffriva di depressione.
L’episodio avvenne la notte dell’11 dicembre 2010 nell’appartamento di via Burano, a Nervi.

Graziadei ha escluso di aver sottoposto a violenze la Carosio con la quale conviveva. “Con Paola – ha detto – stavo benissimo. Non c’erano problemi di frequentazioni con altreì persone da ambo le parti. Ci mandavamo addirittura le mail da una stanza all’altra. C’erano momenti in cui discutevamo ma, ad eccezione di una volta, durante il Capodanno 2009, si trattava di liti non violente”. Graziadei ha
riferito che la Carosio era molto dolce tanto che fu molto comprensiva quando la sua ex fidanzata che era molto malata, si rivolse a lui per trovare conforto. Graziadei ha anche sottolineato che non gli risultava che la Carosio volesse interrompere la relazione. “Anzi – ha detto – Paola voleva
avere un figlio e io avevo un atteggiamento positivo in questo senso anche se mi creava preoccupazione”.