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Miniera di Gambatesa, Chiesa (Liguria Viva): “In attesa della riapertura, garantire il controllo del sito turistico”

Ne. Il consigliere regionale Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha presentato in data odierna al presidente della giunta regionale Claudio Burlando una interrogazione per segnalare le numerose problematiche causate dal perdurare della chiusura della miniera di Gambatesa.

“Nel mese di giugno avevo già presentato una interrogazione – afferma Chiesa – per evidenziare le gravi conseguenze verificatesi a seguito della chiusura del sito all’interno della miniera, struttura turistica tra le più importanti della provincia di Genova”.

In passato, la Regione Liguria ha investito oltre 2 milioni di euro al fine di assicurare il funzionamento della struttura e nel 2009 l’ente Parco Aveto grazie al finanziamento di 650 mila euro, ottenuto dall’ente di piazza De Ferrari, ha acquistato dalla società Silma il complesso nel Comune di Ne;

“Il 31 dicembre 2012 è scaduto il contratto tra l’Ente Parco Aveto e la Cooperativa di lavoro che impiega due soci al fine di assicurare l’apertura del sito turistico – continua Chiesa – contratto rinnovato soltanto sino alla fine del mese di febbraio 2013”.

Chiesa ripercorre gli eventi che hanno decretato la chiusura del sito in quanto

nel maggio del 2011 veniva formalizzata alla Regione Liguria da parte di Silma l’istanza di rinuncia allo sfruttamento della concessione mineraria denominata “Val Graveglia” e conseguentemente avveniva la cessazione dello status di miniera del complesso di Gambatesa.

Ad oggi, purtroppo, non sussistono più le condizioni normative per permettere l’accesso al pubblico su responsabilità del direttore della miniera e occorre pertanto e prioritariamente far valutare le condizioni di sicurezza dei visitatori del museo minerario.

Nel marzo 2012, a seguito di quanto sopra specificato, il consiglio direttivo dell’Ente Parco Aveto assumeva la decisione di sospendere le visite in galleria,

conseguentemente lo scorso anno il numero di visitatori é stato praticamente nullo.

“In attesa della riapertura del sito, l ‘Ente Parco potrebbe assumere la decisione di non rinnovare l’incarico alla Cooperativa, prorogato sino a febbraio – conclude Chiesa – lasciando conseguente il sito privo di quel controllo indispensabile per preservare le strutture da furti, atti vandaliche e nel contempo assicurare l’ordinaria manutenzione”.

Risulta infine che l’Ente Parco sembra intenzionato a predisporre, da marzo 2013, un bando per la gestione che comprenda esclusivamente la parte esterna del museo minerario.

Chiesa chiede pertanto a Burlando quali iniziative la Regione Liguria intende intraprendere affinché sia garantita, nell’anno in corso, la presenza della Cooperativa per assicurare almeno il controllo del museo minerario di Gambatesa e quali risoluzioni sono state intraprese nel 2012 per assicurare in tempi brevi la totale riapertura dell’intero sito minerario.

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