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L’appello della Provincia di Genova al cardinale Bagnasco: “A rischio posti di lavoro e servizi ai cittadini”

Genova. La situazione della Provincia di Genova è davvero grave e oggi, sia il commissario Piero Fossati che i dipendenti, hanno approfittato della visita del cardinale Angelo Bagnasco per fare un appello anche agli enti ecclesiastici.

angelo bagnasco, piero fossati

“Ci rivolgiamo anche alle istituzioni ecclesiastiche per far passare il nostro messaggio, che vuole far capire a tutta la cittadinanza il ruolo della Provincia e quello che non può più fare per via dei tagli, che soprattutto nel 2013 penalizzeranno l’ente in un modo tale da condurre al dissesto del bilancio”, ha dichiarato Fossati.

La Provincia di Genova vanta circa 50 milioni di euro di crediti nei confronti di altri entri. “Il 10 gennaio avremo un incontro a Roma con il ministro Cancellieri e speriamo molto in questo appuntamento – ha proseguito il commissario straordinario – nel 2012 abbiamo vinto l’Oscar per il bilancio della Province italiane, quindi ora credo che sia più che giusto metterci in condizioni di ricevere parte delle risorse che ci spettano e che sono fondamentali per garantire servizi”.

Per capire bene le condizioni in cui versa la Provincia, basti pensare ad Atp. “Per via dei tagli mancano 7 milioni di euro per il secondo semestre, quelli che ci consentono di pagare stipendi e mutui – conclude Fossati – massima solidarietà ai lavoratori di Atp e se arriveranno le risorse, come io spero, anche loro avranno la loro parte di contributi, come abbiamo sempre fatto tutti gli anni”.

Forte l’appello dei lavoratori della Provincia. “La visita del cardinale, negli anni passati, è sempre stata un momento gradevole, uno scambio di auguri, ma quest’anno non è vissuto serenamente come gli altri, visto la situazione in cui versano tutte le Province, in particolare la nostra, che nel 2012 è stata definita ente più virtuoso d’Italia – ha dichiarato Anna Carenini, Rsu – Purtroppo la Provincia è un ente poco conosciuto dalla popolazione, perché con il Comune si ha un accesso diretto, la Regione è un ente superiore, ma la Provincia si perde un po’”.

Secondo la rappresentante dei lavoratori, solo quando esiste un contatto diretto il cittadino si rende conto di quanto questo ente sia importante. “I dipendenti svolgono un grande lavoro, che consente una programmazione degli interventi costante e puntuale, ma forse solo quando la Provincia verrà a mancare ci si renderà conto di quanto fosse importante – ha concluso – Purtroppo, infatti, se non arrivano i trasferimenti, la Regione ha già detto che gli stipendi saranno garantiti solo fino a giugno, dopo non si avrà nessuna garanzia. Questo è un motivo di preoccupazione, ma noi dipendenti amiamo anche molto il nostro lavoro, che verrà a mancare, con un’inevitabile ricaduta sui servizi”.