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Ingroia e le polemiche sulla Diaz, Bruno (Cambiare si può): “Spero cambi idea, nel programma chiediamo casco identificativo e reato di tortura”

Genova. “La legge va applicata anche nei confronti degli uomini migliori, ma la solidarietà dell’ex Capo della polizia nei confronti dei suoi è normale e comprensibile. Non la trovo inopportuna. Gli uomini condannati sono persone valide, ne ho conosciuti alcuni anch’io”. Le parole sono del leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia, in un’intervista rilasciata al Fatto quotidiano all’indomani della sentenza definitiva che condannava i poliziotti che fecero irruzione nella scuola Diaz il 21 luglio 2001.

Parole che non hanno mancato di suscitare polemiche e perplessità proprio tra la sinistra che, sia dentro Rifondazione comunista sia nella società civile, ora si ritrova a sostenere proprio l’ex magistrato come leader del cosiddetto Movimento arancione.

“La mia posizione su questo punto è ovviamente diversa – spiega Antonio Bruno, portavoce di Cambiare si può ma anche del Comitato Verità e Giustizia per Genova – e mi auguro che su questo cambi idea”. Ma al di là del giudizio espresso sui singoli, proprio da Genova partirà una richiesta al leader di Rivoluzione civile affinché inserisca nel programma alcune delle istanze a più riprese richieste da sinistra dal 2001 ad oggi: “Chiederemo a Ingroia di inserire nel programma l’introduzione di alcune norme che tutelino i cittadini ed evitino il ripetersi di quanto accadde al G8 di Genova, dall’introduzione del numero identificativo sui caschi di poliziotti e carabinieri, all’introduzione in Italia del reato di tortura”.

Alla perplessità sulla scuola Diaz se ne aggiungono altre, a cominciare dalla presenza di segretari di partiti nelle liste, e in particolare dell’Idv di Di Pietro, che ha avuto come conseguenza quella di avviare una diaspora tra il movimento arancione a cominciare dai leader nazionali del movimento Cambiare si può.

L’ingresso di Di Pietro nell’alleanza ha fatto allontanare la pattuglia dei professori: Chiara Sasso, Livio Pepino, Paul Ginsborg e Marco Revelli, dimissionari dal vertice del movimento. Ma il referendum indetto sul web da Cambiare si può ha deciso di sostenere Ingroia e quindi una delegazione del movimento questo pomeriggio a Roma incontrerà l’ex Pm per sottoporgli alcuni punti imprescindibili.

“Anzitutto l’adesione ufficiale ai 10 punti del manifesto di Cambiare si può – spiega Antonio Bruno – poi un’attenzione, nella composizione delle liste, ai rappresentanti del movimento nei vari settori che consideriamo strategici”. Da Genova qualche nome è già stato fatto, come quello del consigliere della Valpolcevera Davide Ghiglione per il movimento No Tav, di Norma Bertullaccelli per il pacifismo, di Patrizia Quarta per l’acqua pubblica e del presidente del circolo di Legambiente Nuova Ecologia Andrea Agostini.