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Ilva di Taranto, depositato ricorso alla Consulta su conflitto di attribuzioni

Roma. E’ stato materialmente depositato il 31 dicembre presso la cancelleria della Corte Costituzionale il ricorso con cui la Procura di Taranto solleva conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato nei confronti del governo sul caso Ilva e sul relativo decreto varato dall’Esecutivo. Sarà la Corte costituzionale ora a riunirsi per valutare se il ricorso è ammissibile, se cioè sussistono i requisiti per passare alla discussione nel merito del conflitto. La Procura di Taranto, tra l’altro, ha chiesto la trattazione d’urgenza del ricorso.

Una volta dichiarato ammissibile e notificato alla controparte, il ricorso deve essere nuovamente depositato nella cancelleria della Consulta entro il termine perentorio di 30 giorni dall’ultima notificazione alle parti. Poi, entro 20 giorni le parti possono decidere se costituirsi. Esaurita questa procedura, si entra nella fase di merito, da cui uscirà una sentenza della Corte per stabilire in via definitiva a quale potere spetti o meno una determinata competenza.

In questo caso l’obiettivo è stabilire se il governo avesse il potere per stabilire alcune disposizioni fissate nel decreto Salva Ilva nonostante quanto deciso dalla Procura di Taranto.