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Genoa in caduta libera, il Catania vince 2-0. La Nord fischia la squadra e contesta Preziosi

Stadio Luigi Ferraris. Il Cagliari alle spalle, il Catania a Marassi. Il Genoa riparte dalla sfida con i siciliani per cercare di aggiustare una classifica sempre più preoccupante. Mister Luigi Delneri deve fare i conti con le squalifiche di Pisano e Seymour. Per la fascia destra viene rispolverato Sampirisi, a centrocampo la coppia formata da Matuzalem e Kucka; alla loro destra scocca l’ora dell’ultimo acquisto, Olivera. In attacco spazio ai soliti noti, Borriello e Immobile.

Prima del calcio d’inizio ecco sul prato del Ferraris alcuni ex giocatori che hanno fatto la storia del Grifone: ci sono Sidio Corradi, Cosimo Francioso e Tomas Skuhravy. È il ceco a riportare al rossoblù più ambizioso del dopoguerra: il quarto posto, la cavalcata europea. Le sue capriole, quelle sono ancora negli occhi di tutti i tifosi, che coppia con Aguilera.

Il presente dice che il Genoa deve darsi da fare, il punto strappato ieri dal Palermo contro la Lazio ha riportato i siciliani, penultimi, a un solo posto dalla squadra di Delenri. Per allontanare le poche che stanno dietro e riagganciare le troppe che stanno davanti bisogna tornare a macinare gioco e vittorie.

Moretti e compagni sembrano saperlo. Dopo quaranta secondi arriva la prima occasione. Cross di Olivera per la testa di Borriello ma il pallone è sul fondo. Un fuoco di paglia, il Catania passa già al 3’. Sampirisi tiene in gioco Gomez vanificando il movimento a salire di Manfredini e Granqvist. L’argentino scappa in velocita, palla per il liberissimo Bergessio e gol.

Non è altrettanto cinico Borriello. Palla splendida di Immobile per l’ex romanista che a un metro dalla linea di porta riesce a sparare alto, pazzesco! Sugli spalti, nella Nord, continua intanto la contestazione nei confronti del presidente Preziosi. Velenoso lo striscione: “Truffa, bancarotta e frode ma tanto per te c’è l’indulto. Averti come presidente è il vero insulto!!! Preziosi vattene”. E ancora: “Perin fa la fine di tutti gli altri?”; il riferimento è alle cessioni delle giovani promesse passate (a volte non hanno fatto nemmeno in tempo) da Pegli.

Il Genoa torna a farsi pericolo con Borriello che questa volta (23’), con una bella torsione aerea, costringe Andujar alla deviazione in angolo. Ci prova Olivera dalla distanza ma la mira non è quella dei giorni migliori. Il Catania amministra, cerca di spaventare i rossoblù con qualche ripartenza in velocità. Velleitaria la botta di Gomez. Castro crossa teso in mezzo, Bergessio è in ritardo e la difesa genoana spazza via il pericolo.

Murato da Spolli il destro di Immobile, parata da Andujar la rovesciata di Borriello. Imbarazzante la punizione di Kucka. E la Nord si scatena: “Hai infangato il nome del Grifone vattene infame buffone” e “Porte chiuse? La squadra ha bisogno di sostengo non di un presidente indegno” i nuovi striscioni apparsi in gradinata.

Immobile approfitta di un rinvio maldestro di Spolli e calcia verso la porta: il pallone si spenge di poco a lato. Il primo tempo finisce qui.

La ripresa comincia con il Genoa in attacco. Il fraseggio Borriello-Immobile regala un nuovo tentativo all’ex Pescara: tra lui e il gol ci si mette il palo. Sul ribaltamento di fronte Gomez sfugge ancora una volta via a Sampirisi: ci pensa Frey a deviare in angolo la conclusione dell’argentino.

L’ennesimo errore spinge Delneri al cambio: fuori Sampirisi, dentro Rossi. Poi la seconda sostituzione con Floro Flores al posto di Olivera per un Genoa più offensivo: 4-3-3. Un tocco di mano di Bellusci in area frutta, fra le proteste di Immobile, solo un calcio d’angolo: per Rizzoli il braccio del difensore è attaccato al corpo. Esce Immobile, Delneri si gioca la carta Nadarevic, acquistato in settimana dal Varese.

Il Catania ha una clamorosa occasione per raddoppiare con Bergessio bravo a eludere il tentativo di fuorigioco rossoblù ma non altrettanto freddo una volta davanti a Frey: miracolosa e tempestiva l’uscita del francese. Il Genoa non riesce a pungere con la Nord che chiede di tirare fuori gli attributi ai propri giocatori. Ricchiuti, appena entrato, manda alle stelle da buona posizione. Stessa sorte per il destro di Kucka dalla distanza.

Il Genoa spinge senza rendersi pericoloso, il Catania gioca di rimessa e sfrutta l’ennesimo contropiede con Barrientos che mette al sicuro il risultato, 0-2. Piovono fischi sulla squadra rossoblù, i giocatori vengono invitati ad “andare a lavorare”. I tre minuti di recupero servono solo per le statistiche.

Al triplice fischio la Nord chiama i giocatori sotto la gradinata, lì sotto però non ci si presenta nessuno. La classifica vede il Genoa in caduta libera. E domenica prossima, come se non bastasse, ecco l’impegno di Torino contro la Juventus.