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Politica

G8, il Comitato Verità e Giustizia scrive ai candidati premier: “Bersani e Grillo non rispondono, da Ingroia risposte contraddittorie”

Genova. “Nei giorni scorsi abbiamo inviato a tre candidati alla presidenza del consiglio – Pierluigi Bersani, Beppe Grillo, Antonio Ingroia – un documento, sottoscritto anche da altri Comitati e organizzazioni, con una serie di proposte maturate negli ultimi anni, dal G8 di Genova del 2001 in poi. Bersani e Grillo non ci hanno risposto; dalla lista Rivoluzione civile sono arrivati messaggi contraddittori: generiche rassicurazioni da parte di Antonio Ingroia ma anche prese di posizione di suoi esponenti di punta in totale contrapposizione rispetto alle nostre richieste”. A parlare è il Comitato Verità e Giustizia Genova.

“Non nascondiamo la nostra delusione, e soprattutto la nostra preoccupazione, per tanta arretratezza politico-culturale sul terreno dei diritti politici e civili. Si continua a ignorare la grave perdita di credibilità subita dalle nostre forze dell’ordine e si continua a parlare e straparlare di ‘sicurezza’, un concetto che negli anni scorsi ha aperto la strada a forme sempre più esplicite di militarizzazione della società e a limitazioni di fatto della libertà di manifestazione e di espressione del dissenso, per non parlare della discrminazione che ha colpito minoranze e persone di origine straniera”.

Da qui l’appello a tutti i cittadini, alle organizzazioni sociali, ai sindacati affinché si esprimano, in forma singola e collettiva, su alcuni punti. “Che ci paiono formare un ‘programma minimo’ di riforme civili non rimandabile e che avrà bisogno di essere sostenuto con azioni concrete, come la raccolta di firme e la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare”.

Ecco i punti: il varo di una legge che preveda il reato di tortura (come fattispecie giuridica imprescrittibile quando commessa da pubblici ufficiali); la definizione di regole per consentire la riconoscibilità degli operatori delle forze dell’ordine; l’istituzione di un organismo “terzo” che vigili sull’operato dei corpi di polizia; l’impegno alla esclusione dell’utilizzo nei servizi di ordine pubblico di sostanze chimiche incapacitanti e l’impegno circa una moratoria nell’utilizzo dei GAS CS; la revisione del Codice Rocco e dei reati costruiti per criminalizzare il conflitto sociale, come la resistenza e l’oltraggio pubblico ufficiale, la devastazione e saccheggio applicabili; la revisione dei metodi di reclutamento e di addestramento per gi agenti delle forze dell’ordine.

Il Comitato Verità e Giustizia attende risposte precise.