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“Faccioni”, cartoon e rimborsi elettorali: dalla strada alla rete, al via la campagna per le politiche 2013 foto

Genova. “Sono tornati i faccioni. Quello triste di Gargamella Bersani non ti molla in tutte le metropolitane, quello sfacciato di chi ha le spalle sempre coperte di Azzurro Caltagirone campeggia negli svincoli autostradali, e via via faccioni nuovi, usati, di foglie di fico, restaurati. La domanda sorge spontanea. Chi li paga?”. La questione, oggi, la pone Beppe Grillo direttamente dal suo blog. In attesa di vedere, domani, cosa sarà deciso sui simboli farlocchi, il leader 5 Stelle rilancia il tema della campagna elettorale, partendo dalle affissioni e finendo con il finanziamento ai partiti e i rimborsi elettorali.

“Vi è il legittimo sospetto che possano essere anticipi dei contributi elettorali, quelli bocciati da un referendum e chiamati “rimborsi”. Ma se sono anticipi, chi anticipa – chiede ancora retoricamente il comico genovese – Privati, banche amiche, lobby. Decenza vorrebbe che gli indecenti faccioni spieghino come pagano le imponenti affissioni che deturpano il Paese. Una risposta sarebbe gradita e anche una rinuncia scritta ai rimborsi elettorali come per ora ha fatto solo il M5S. Faccioni a scrocco, rispondete”, l’appello sarcastico ai competitors.

E se il leader del centrosinistra Pierluigi Bersani non sembra comparire troppo in televisione, nelle strade la sua presenza si fa notare. Non più in maniche di camicia (come nel 2010) e neppure sorridente (come il suo predecessore Walter Veltroni nella campagna elettorale 2008), ma piuttosto serio in primo piano, accompagnato da una concisa headline, l’Italia Giusta, dal simbolo Pd su sfondo rosso e dai riferimenti social a Facebook e Twitter.

Così mentre sui muri genovesi iniziano ad apparire i primi poster elettorali – Bersani un po’ ovunque, poi i candidati minori eppure già presenti, Oscar Giannino e l’imprenditore Gianpiero Samorì, assente il Pdl ancora alla ricerca della quadra sulle liste e sul candidato premier – il movimento di Grillo lancia il guanto agli sfidanti con gli “Spot 5 Stelle”, realizzati “dal basso” e assolutamente via web: su Twitter con l’hashtag “#Spot5Stelle” e su youtube utilizzando il tag “spot5stelle”.

Sempre in rete, e sempre “dal basso”, è nata una pagina Facebook per sostenere la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Brandendo la “creatività al potere”, gli ideatori hanno dato il via a una originale campagna di comunicazione: ogni ideale punto programmatico è infatti spiegato da un altrettanto ideale testimonial, molto famoso ma non in carne e ossa.

Si tratta infatti di cartoni animati, del presente e del passato, che raccontano il Paese secondo gli occhi dei sostenitori di Ingroia, attraverso slogan ad effetto e facendo il verso alle vecchie pubblicità del passato. Dalla Sirenetta a Robin Hood, dai Simpson a Yattaman, ogni giorno un personaggio del mondo dei fumetti o dei cartoons si va ad aggiungere alla lista virale di “Anche noi votiamo Ingroia-Rivoluzione Civile” (tra i “mi piace” liguri c’è quello del presidente del Municipio Centro Est Simone Leoncini e dell’assessore regionale Enrico Vesco).

Dall’ambiente all’economia passando per pensioni e fisco, ce n’è per tutti i gusti.
“Basta con questi mostri che ammorbano le istituzioni”, recita un Dylan Dog, lavoratore a progetto. “Il nucleare fa male meglio le rinnovabili”, spiega Homer (Simpson), responsabile sicurezza. “Voglio una sanità pubblica che non tenga conto delle leggi del mercato”: Candy Candy, infermiera. “Lavorare fino a 70 anni? No grazie”, Brontolo, minatore.