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Ex Stoppani, nominato il commissario. Sopralluogo Arpal: “Non sembrano emergere criticità”

Cogoleto. Questa mattina l’Arpal, su mandato della Regione, ha effettuato un intervento presso il sito della ex Stoppani, l’industria fra Arenzano e Cogoleto, chiusa dal 2003, che per circa un secolo ha prodotto bicromato di sodio e altri derivati quali il cromo esavalente.

Il sopralluogo è stato effettuato perché il 31 dicembre 2012 è cessata la gestione diretta del Ministero dell’Ambiente, tramite Commissario, del sito.

“Abbiamo agito con diverse squadre – ha spiegato Stefano Maggiolo, il direttore del dipartimento Arpal di Genova che ha coordinato in prima persona il lavoro di una dozzina di ispettori – concentrando la nostra attenzione al riscontro di quelle criticità che si sarebbero potute sviluppare in caso di mancata continuità dell’azione di messa in sicurezza.

Contestualmente, abbiamo approfondito la nostra conoscenza relativa agli impianti di depurazione del sito, alla gestione dei rifiuti ancora presenti e alla verifica dell’integrità delle opere di contenimento, che in passato avevano avuto qualche problema”.

Da una prima valutazione, che integra i controlli e monitoraggi al contorno svolti sistematicamente da Arpal anche durante la gestione diretta del Ministero, non sembrerebbero emergere criticità, grazie alla tempestiva azione messa in campo dal Prefetto di Genova, che ha garantito la continuità delle operazioni di messa in sicurezza. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti dell’Agenzia, volti alla stesura di una relazione complessiva da trasmettere in Regione.

Proprio oggi è stato nominato il commissario per la gestione dell’ex Stoppani di Cogoleto, uno dei cosiddetti Sin (siti di interesse nazionale) per garantire il proseguimento degli interventi urgenti di messa in sicurezza e risanamento. E’ quanto prevede il decreto legge ‘Disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticita’ nella gestione dei rifiuti e di taluni fenomeni di inquinamento ambientale’ approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

“La responsabilità rimane in capo al governo come deve essere”, ha commentato l’assessore regionale al Bilancio Pippo Rossetti ad approvazione avvenuta. Dal 31 dicembre, con il non rinnovo, c’era il rischio che la palla passasse dallo Stato alla Regione che però non sarebbe stata in grado di gestire né dal punto di vista economico né per competenza. Mancano infatti ancora 15 milioni di euro per poter terminare l’attività propedeutica alla successiva bonifica. La Liguria si aspetta un finanziamento di ordinaria amministrazione, in attesa che si insedi il nuovo Governo.

Il nuovo commissario, informa il ministero dell’Ambiente, subentra a quello della Protezione civile che finora ha gestito l’area da risanare. L’incarico durerà fino al 31 dicembre, salvo proroga o revoca.