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Economia

Ericsson, Rivoluzione Civile: “Domani si conclude la procedura di licenziamento, noi non ci arrendiamo”

Genova. “La situazione occupazionale dei lavoratori/lavoratrici della Ericsson sta rapidamente peggiorando. Domani si conclude la procedura di licenziamento collettivo per 94 lavoratori della sede di Genova”.

E’ la denuncia del capogruppo Federazione della Sinistra in Comune di Genova Antonio Bruno e del candidato alla Camera dei Deputati di Rivoluzione Civile Davide Ghiglione.

“Dopo mesi di pressioni indebite, anche su soggetti ‘deboli’, con minacce di scenari futuri senza possibilità di avere più un posto di lavoro, di avere il proprio posto di lavoro, con la minaccia esplicitata che il proprio gruppo di lavoro sarà cancellato e l’impossibilità di essere ricollocato all’interno dell’Azienda, Ericsson è riuscita a ‘convincere’ (grazie anche al messaggio che quasi tutti i manager hanno dato: ‘tanto qui dentro ormai non c’è futuro’) molti lavoratori ad uscire ‘spontaneamente’ da quello che doveva essere il motore della ricerca e sviluppo di Ericsson a Genova e in Italia, il motore del polo tecnologico per le città di Genova”, sottolinea Antionio Bruno.

Davide Ghiglione rilancia “Non contenta dei risultati già raggiunti, Ericsson ha deciso (e comunicato al sindacato la settimana scorsa) di effettuare un trasferimento collettivo di ulteriori 40 lavoratori e lavoratrici, prevalentemente nel ramo commerciale, da Genova a Roma e Milano.. questo fatto nuovo sta spingendo ulteriori lavoratori, proprio in questi ultimi giorni di mobilità, a prendere l’incentivo ed accettare la mobilità piuttosto che essere trasferiti. Intanto è notizia della settimana scorsa che anche la Johnson Control, società che gestisce diversi servizi per Ericsson agli Erzelli (portineria, logistica, autisti, etc) ha aperto una procedura di mobilità (licenziamento collettivo) per 12 lavoratori su 24, cioè il 50%! Evidentemente Ericsson le ha comunicato che non le sarebbe più servito tutto quel ‘servizio’ in futuro”.

“Ericsson, mentre licenzia, in contemporanea riduce i progetti di Ricerca e sviluppo che la Ericsson faceva qui a Genova con i lavoratori di Genova. Alcuni progetti sono stati chiusi nel 2012, mentre parti importanti del progetto di apparati di telecomunicazioni che resta, vengono fatti effettuare fuori, a ditte di consulenza esterna anche straniere … quegli stessi progetti per i quali è stato firmato, a Maggio 2012, un Accordo di Programma con Regione Liguria , MISE e MIUR che prevede 41,9 milioni di euro che Ericsson riceverà alla presentazione degli stessi. Ericsson ha già presentato parte di questi progetti ed attende solo il vaglio da parte della Commissione di valutazione formata da commissari ministeriali, regionali e comunali”, dichiara Ghiglione.

Insomma, la Ericsson che doveva essere l’apripista del polo tecnologico degli Erzelli, dello sviluppo e della occupazione a Genova, attualmente rischia di chiudere questo periodo avendo licenziato o trasferito circa 150 lavoratori (all’inizio della procedura , i lavoratori dipendenti erano 762).

“Da polo tecnologico di sviluppo e occupazione a ecatombe di lavoro e lavoratori? Fino a dove vuole arrivare Ericsson? Nel frattempo, nonostante l’impegno delle istituzioni locali, non si è riusciti a convocare un tavolo nazionale di confronto – concludono – Ci chiediamo se le forze politiche che hanno sostenuto il governo Monti e che si preparano a governare l’Italia se non credano che sia venuta l’ora di costringere Ericsson a dare forma scritta agli impegni che vuole o NON vuole prendere rispetto a Genova e quell’Accordo di programma? Rivoluzione Civile non si rassegna all’affosamento di quello che doveva essere il ‘motore’ dello sviluppo della nostra città”.