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Elezioni, direttivo regionale del Pd: Orlando in quota nazionale ma Lunardon tratterà per il secondo nome, in lista Carocci davanti a Pastorino

Genova. Un direttivo regionale di quattro ore per dare pieno mandato al vicesegretario regionale Giovanni Lunardon che martedì porterà a Roma le istanze della Liguria e tenterà di frenare il numero dei cosiddetti “paracadutati”, con un risultato già in tasca prima di partire, quello dello spezzino Andrea Orlando che passa in quota nazionale e la speranza di poter inserire un secondo nome, risolvendo così anche la diatriba sui posti per Luca Pastorino e Mara Carocci. Il Tigullio poi, avrà un candidato in buona posizione tra i primi non eletti, in modo da un lato di rispettare il risultato delle primarie, ma dall’altro di dare una risposta a un territorio risultato penalizzato dal collegio unico con Genova.

lunardon

“C’è soddisfazione – ha detto Giovanni Lunardon al termine delle votazioni – per il fatto che siamo l’unico partito che sceglie i propri parlamentari con le primarie e questo è un fatto di cui portiamo vanto, doppio in liguria in quanto siamo stati noi a lanciare quest’idea a livello nazionale. Adesso la discussione riguarda la composizione della cosiddetta quota nazionale, cioè i capilista e un dieci per cento dei candidati di Camera e Senato, il che vuol dire 4 figure in Liguria. Un risultato importante lo abbiamo già sostanzialmente acquisito, quello di poter esprimere come territorio ligure un autorevole capolista probabilmente alla Camera nella figura di Andrea Orlando”.

Ma la Liguria spera di ottenere da Roma qualcosa di più: “Adesso da qui alla direzione nazionale continueremo a batterci perché la Liguria possa essere ancora più rappresentata all’interno di questa quota nazionale – ha spiegato il vicesegretario regionale – o in subordine cercheremo di fare in modo che coloro che verranno qui siano comunque rappresentativi di culture, competenze e capacità che possano arricchire la Liguria. Da qui a martedì saremo in condizione di poter chiudere le nostre liste, che poi saranno approvataìe dalla direzione nazionale”.

Se ci fosse il secondo nome ligure in lista nazionale si potrebbe anche risolvere la querelle genovese scoppiata a proposito delle posizioni di Luca Pastorino e Mara Carocci, che finirebbero in base al regolamento del Pd sull’alternanza di genere rispettivamente ottavo e settima, con una posizione invertita rispetto al risultato delle primarie. Su questo punto un emendamento dell’ultimo minuto a favore di Pastorino è stato però bocciato dal direttivo, proprio perché non rispettoso del regolamento delle candidature: “Certamente se ci fosse un secondo nome ligure nella quota nazionale si metterebbero in sicurezza anche gli ultimi dei cosiddetti eleggibili” ha detto Lunardon.

A proposito del secondo nome che potrebbe finire, se la direzione romana accetterà, in quota nazionale, durante il direttivo è uscito fuori il nome del segretario regionale del Pd Lorenzo Basso, che ha vinto le primarie, mentre in altre Regioni i segretari regionali sono stati candidati in quota nazionale. Ma la proposta di questo secondo nome che verrà fatta a Roma sarà più ampia e potrebbe riguardare anche Mario Tullo, Roberta Pinotti o Anna Giacobbe.

“Io ho voluto fare le primarie in risposta a quella famigerata legge che è il porcellum – dice Basso – che fa sì che le persone vengano nominate, quindi ho preferito a differenza di altri andare direttamente a correre nelle primarie. a me non interessa sinceramente se il secondo nome per la quaota nazionale è il mio o quello di un altro, mi interessebbe allargare la possibilità per i rappresenti della Liguria di poter rappresentare i cittadini di questa regione nel Parlamento italiano, e stiamo lavorando su questo”.

Anche rispetto al Tigullio, che non ha potuto votare con un collegio proprio ma è stato accorpato a Genova e per questo penalizzato, i malumori sono però alla fine contenuti grazie alle rassicurazioni del segretario Lunardon a cui è stata ribadita la piena fiducia: “Noi abbiamo segnalato il problema – dice il segretario Pd del Tigullio Luca Garibaldi – che di fatto non ci ha permesso di avere un parlamentare, ma la recriminazione non serve. La cosa importante che è uscita in questa discussione è che rispetto all’esito delle primarie il partito regionale si fa carico di un problema che riguarda il territorio del Tigullio e che al Tigullio verrà data una rappresentanza in una posizione che bisogna valutare quale sarà ma sarà una posizione contendibile, in modo che anche il tigullio in prima o in seconda battuta possa esprimere un parlamentare”.

Un giudizio positivo sul direttivo di oggi è arrivato anche dal segretario del Pd savonese: “Discussione molto buona – ha commentato Renato Zunino – con l’obiettivo di valorizzare il risultato delle primarie e cercheremo di comporre la miglior lista possibile con la rappresentanza di tutti i territori. Come Savona siamo soddisfatti in quanto abbiamo la certezza di una persona eleggibile come la Anna Giacobbe, oltre ad una seconda posizione che potrebbe diventare eleggibile come Franco Vazio”.