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Elezioni 2013, il grande puzzle delle candidature: Pd e Pdl liguri cercano la “quadra” foto

Liguria. Dal centrodestra al centrosinistra la politica ligure, di pari passo con quella nazionale, è in fibrillazione per comporre il puzzle delle candidature al parlamento.

In casa Pd si aspetta il direttivo nazionale di domani per districare gli ultimi nodi che hanno animato il regionale di sabato pomeriggio e per cui, oggi, il segretario regionale Giovanni Lunardon, è sceso a Roma. Riempiti infatti i tasselli dei due capilista, con Andrea Orlando primo alla Camera, e Donatella Albano al Senato, restano in ballo i (forse) tre nomi “in quota nazionale”, i famosi paracadutati, il punto cruciale su cui da giorni si sta consumando la trattativa con Roma e per cui Lunardon ha annunciato battaglia fino all’ultimo secondo.

“Considerato che la regione è guidata da me che sono genovese mi pare che mettiamo in campo tra Parlamento e Regione tutta la complessità del nostro territorio”, ha commentato oggi il presidente della Regione Claudio Burlando a margine di una conferenza sulla banda larga. In particolare, il governatore ha definito l’indicazione della Albano una “Bellissima scelta. Quando denunciò le infiltrazioni fu guardata con un certo sospetto, ma poi si capì quanto fosse fondata la sua preoccupazione e ora vive sotto scorta. La provincia di Imperia non aveva parlamentari del Pd in quest’ultimo ciclo e ora non solo lo avrà, ma avrà anche una capolista”, ha aggiunto il presidente ligure.

Altro nodo da sciogliere, per cui Lunardon lancia la palla al nazionale, è l’impasse Pastorino-Carocci. Se dal regionale la preside genovese era riuscita a strappare il settimo posto in nome del regolamento interno sull’alternanza di genere, a rimescolare le carte ci pensa una circolare nazionale che stabilirebbe invece il primato dei voti in caso di diatribe. Quanto al Tigullio avrà un candidato in buona posizione tra i primi non eletti, così da rispettare il risultato delle primarie, dando al contempo una risposta a un territorio penalizzato dal collegio unico con Genova.

In casa Pdl invece permane l’incertezza. A fronte di tre, massimo quattro posti, uno al senato e due, forse tre alla Camera, aspirano allo scranno parlamentare ex onorevoli e senatori: i rumors danno come ricandidato Claudio Scajola, a cui potrebbe arrivare la deroga in quanto ex ministro e che oggi ha incassato l’archiviazione dell’inchiesta sul porto di Imperia. Ma, dato l’evolversi dello scacchiere politico, nulla è poi così certo, e molto dipenderà dall’ufficio di presidenza nazionale convocato stasera, così come dal futuro candidato premier (Alfano? Tremonti?). Berlusconi ha comunque esplicitato la sua volontà: candidati imprenditori, giovani, il più possibile outsider.

Applicando il principio in Liguria: nel savonese Franco Orsi è giovane in ascesa ma da tempo sulla scena politica, Sandro Biasotti, che imprenditore lo è, ha dalla sua la carta del primo mandato, del consenso personale e dell’appoggio del gruppo. Anche Roberto Cassinelli ha fatto un solo mandato ed è stato uno dei parlamentari più attivi. A La Spezia si contendono invece il posto Luigi Grillo e il consigliere regionale Luigi Morgillo. Mentre a caccia di conferma restano Michele Scandroglio e Giorgio Bornacin. Senza dimenticare Pierluigi Vinai, ex candidato sindaco alle scorse amministrative che aspira a varcare le porte di Roma.