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Economia ligure, la ripresa solo nel 2015: a soffrire quest’anno costruzioni, industria e servizi

Genova. Il 2013 sarà più nero per l’economia Ligure rispetto al Nord Ovest e al resto d’Italia. È quanto emerge dalle poco rassicuranti previsioni dell’osservatorio regionale dell’artigianato su dati Prometeia Calcolo che fotografano un Pil in calo nella nostra regione dello 0,5%, rispetto alle più contenute diminuzioni (-0,1%) del Nord Ovest e del resto d’Italia (-0,3%). “Anche se l’annus horribilis sembra alle spalle – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – il 2013 non promette nulla di buono. A soffrire saranno ancora e soprattutto i settori delle costruzioni, in fase di stallo quasi totale, l’industria in caduta libera e i servizi”.

Nel 2012 l’economia ligure ha perso 2,3 punti percentuali, in linea con il Nord Ovest (-2,2%) e con il resto d’Italia (-2,4%). I risultati negativi del 2012 sono da attribuire alle pessime performance dell’industria (-5,8%) e delle costruzioni (-6,5%), ma anche se più moderate dei servizi (-1,5%) che perdono in tutti casi più terreno rispetto all’Italia e al Nordovest in particolare. Le maggiori difficoltà del 2013 saranno determinate da ulteriori contrazioni nell’industria e nei servizi. «Anche l’export, settore tradizionalmente trainante dell’economia ligure – dice Grasso – avrà una ripresa lenta con una previsione di crescita dell’1,7% rispetto al 2,5% del Nord Ovest e del 2,3% del resto d’Italia».

I risultati negativi del 2012 sono in parte imputabili anche al mancato assorbimento dall’estero dei prodotti liguri (-0,3% l’export), in controtendenza rispetto a Nordovest e Italia.

“Il 2013 potrebbe essere un anno di transizione per il Paese – dice Grasso – ma per la Liguria potrebbe profilarsi come preludio di un 2014 che rischia di affossare decine di piccole imprese. Infatti, dalle previsioni, il prossimo anno si dovrebbe assistere a una lenta ripresa in Italia con un +1,4% del Pil, trainato dall’industria (+2%) e dai servizi (+1%). In Liguria, invece, il recupero atteso per il 2014 dovrebbe essere meno robusto (+0,9% contro +1,4%)”.

L’attesa ripresa per il Paese e per la Liguria in particolare potrebbe farsi attendere fino al 2015, quando il Pil per la nostra regione dovrebbe raggiungere il +1,3%, l’industria il +1,9%, le costruzioni il +1,5% e i servizi il +1,2%. “La voce più rassicurante per il prossimo biennio è senza dubbio quella dell’export – commenta Grasso – che nel 2015 dovrebbe toccare quota + 4,3%. Tuttavia, occorre osservare che saremo pur sempre sotto le previsioni del Nord Ovest (+4,9%) e dell’Italia (+4,8%). In questo quadro, la Liguria rischia di affermarsi come “cenerentola del Nord Italia” e gli effetti saranno soprattutto sull’occupazione”.

Le conseguenze della stagnazione dell’economia, infatti, si trasmettono anche alla situazione del mercato del lavoro, che a fine 2012 ha registrato per la Liguria una flessione del tasso di occupazione al 39,6% contro una sostanziale stabilità del Nordovest, e una parallela crescita della disoccupazione a superare il 9%, aumento superiore a un punto percentuale rispetto all’Italia occidentale (8,1%). Per il 2013 il tasso di occupazione in Liguria dovrebbe mantenersi più stabile, ma la disoccupazione non si arresterà (+10,3%), aumentando ulteriormente il gap con il Nordovest (8,6%).

Sul fronte delle famiglie, il 2012 ha segnato per la Liguria una flessione dei consumi pari al -3,5%, in linea con Nordovest e Italia, così come la prevista flessione per il 2013 (-1,2%) e il leggero recupero solo nel 2014 (+0,6%). Il 2012 ha registrato l’impoverimento in termini reali delle famiglie liguri, con una diminuzione del reddito disponibile del -2,4% (più ampio di Nordovest e Italia). Nel 2013 si parlerà, più che di recupero, di arresto della flessione (+0,8%).