Cronaca

Dal Pontedecimo Calcio alle spese personali con i fondi del gruppo: Idv ligure nel caos

Genova. Le perquisizioni di stamani negli uffici regionali non hanno nulla a che fare con il blitz del mese scorso in cui vennero vagliate le spese di Viacard e Telepass dei consiglieri di via Fieschi.

Il filone di indagine odierno, che ha portato a una decina di perquisizioni e a sei persone nel registro degli indagati, tra cui i tre ex consiglieri Idv (Marylin Fusco, Stefano Quaini, Nicolò Scialfa), e Maruska Piredda, unica consigliera a militare ancora nel partito di Di Pietro, è invece collegato a un’altra inchiesta, quella delle false sponsorizzazioni del Pontedecimo Calcio, di cui Giovanni Paladini (ex segretario regionale Idv) fu presidente onorario e Marylin Fusco segretaria.

“L’inizio è il filone d’inchiesta sul Pontedecimo Calcio – ha spiegato oggi il procuratore capo Michele Di Lecce – con indagini che stanno procedendo anche su quel fronte”. Proprio in quell’ambito gli investigatori hanno trovato “elementi che hanno portato ad approfondire con un’ulteriore indagine e che oggi hanno portato alla perquisizione di una decina di persone”. Passati al setaccio case e uffici di Piredda, Quaini, Scialfa, del tesoriere Idv, Giorgio De Lucchi e di una funzionaria delle agenzie delle entrate per un eventuale reato di “favoreggiamento, ipotizzato, ma ancora da accertare”.

Nel filone di indagine sulle spese del gruppo regionale Idv, i quattro consiglieri sono accusati di peculato, di avere cioè usato i fondi del gruppo per spese personali, mentre per il tesoriere si ipotizza il reato di appropriazione indebita e favoreggiamento. Bocche cucite sulle spese oggetto di indagine, e per cui ora saranno vagliati tutti gli elementi, dagli scontrini ai documenti di bilancio, ma, a quanto trapela, si tratterebbe di spese “non ingenti”.

L’altro ramo di indagine, quello del Pontedecimo Calcio, riguarda invece “reati tributari in relazione a sponsorizzazioni e quindi a fatturazioni non coincidenti”. Marylin Fusco, cui oggi è stato perquisito solo l’ufficio, “è un soggetto interessato in tutti e due i filoni – ha detto ancora Di Lecce – ma ci sono persone oggetto di prime indagini che hanno rappresentato l’elemento attraverso cui siamo arrivati ad estendere gli accertamenti odierni”.

Il blitz in Regione è scattato stamani per evitare “ipotesi di sostituzione e modifiche che avrebbero alterato la realtà”. Gli accertamenti della Procura continuano.