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Da Marotta a Pazzini, da Flachi a Palombo: tutti uniti nell’ultimo saluto al presidente Garrone

Genova. Riccardo Garrone è nel cuore di chiunque abbia avuto la possibilità di conoscerlo, di lavorarci insieme, di collaborarci, di averlo come rivale. È nel cuore dei tantissimi tifosi che gli hanno reso omaggio nel giorno del suo funerale. La scritta “Ciao Presidente” su uno striscione srotolato davanti alla Chiesa del Gesù.

Presenti i rappresentanti di Regione e Comune sì, ma anche e soprattutto quanti fanno parte del pianeta calcio. In certi momenti, non c’è fede che tenga. Ed ecco quindi l’intera prima squadra della Sampdoria, i giocatori delle giovanili, i membri della società e i dirigenti. Di oggi e di ieri.

Viso sconvolto dal dolore quello di Giuseppe Marotta, il primo braccio armato di Riccardo Garrone: “Io parlo di calcio e in questi momenti è difficile dire qualcosa. Ho passato al suo fianco nove anni splendidi. Anni nei quali ho maturato grande esperienza sotto la sua supervisione, mi ha insegnato molto”.

Enrico Preziosi, l’intera comitiva rossoblù (da Borriello a Immobile passando per Kucka e Moretti), il presidente interista Massimo Moratti, il ribelle Antonio Cassano con le lacrime agli occhi. Tutti a Genova per l’ultimo saluto a Riccardo Garrone.

Francesco Flachi: “Mi porterò sempre dietro dei ricordi bellissimi. Garrone era una persona semplice e di grandi valori”. Dello stesso tenore le dichiarazioni del suo compagno di reparto dei primi anni 2000, Fabio Bazzani: “Una grande perdita per Genova e per tutto il mondo del calcio. Se ne va una persona dai valori umani fuori dal comune. Chi ha lavorato con lui sa perfettamente cosa voleva dire avere a che fare con Riccardo Garrone. Cos’ha fatto per la Sampdoria è sotto gli occhi di tutti, a me rimane nel cuore quello che faceva per i propri dipendenti”.

Toccava a mister Walter Novellino allenare quei due splendidi gemelli del gol. Un Novellino molto scosso dalla morte di Garrone: “Ricordo che quando si è chiuso il nostro rapporto di collaborazione mi regalò un orologio, lo stesso che donava ai grandi dirigenti della Erg. Fu un gesto che mi rese felice e mi diede grande gioia. Quell’omaggio lo conservo con grande amore e riconoscenza”.

Affranti in Chiesa anche l’ex direttore sportivo Pasquale Sensibile, Ciro Ferrara, Angelo Peruzzi e Giuseppe Iachini: “Abbiamo perso una persona di grandi valori, umani e sportivi – dice l’allenatore del Siena – con lui avevo un rapporto di stima e affetto sincero; abbiamo condiviso una bella promozione e sono contento di essere stato il tecnico capace di riportare la sua squadra dove le compete”.

Giampaolo Pazzini: “Mi fa piacere vedere tanta gente, il presidente se lo meritava. Nella sua vita ha fatto tanto, per la città e per la Sampdoria. Mi rimane nella testa il giorno in cui ci siamo qualificati per la Champions, abbiamo festeggiato tutti insieme e io lo voglio ricordare così, felice e sorridente”.

Angelo Palombo: “Gli devo tanto, soprattutto sotto il profilo umano. Una persona splendida”. Claudio Bellucci: “Genova perde una grande persona, un grande imprenditore e un grande uomo. Il fatto che ci sia tanta gente ne certifica le qualità. Mi ha riportato alla Samp dopo tanti anni di lontananza e gli sarò sempre riconoscente. Lo ricorderò sempre con affetto”. Luigi Sala: “Il mondo del calcio perde un grande signore”.

Delio Rossi: “Non ho avuto la fortuna di conoscerlo ma tutta la gente accora per dirgli addio fa capire quanto fosse amato”.