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Crisi, l’auspicio del cardinale Bagnasco e del presidente Burlando per il 2013: “Serve uno scatto verso la crescita e lo sviluppo”

Regione. Giornata di saluti e auguri istituzionali per il cardinale di Genova Angelo Bagnasco, che dopo aver incontrato il commissario straordinario della provincia Piero Fossati si è recato in Regione dove insieme al presidente Claudio Burlando e a numerosi esponenti di Giunta e Consiglio ha brindato all’anno appena cominciato, non senza però un’analisi attenta dell’anno che si è appena chiuso e che per gli enti locali è stato senza dubbio molto difficile.

“Serve uno scatto verso la crescita e lo sviluppo – ha detto Bagnasco – quindi una ‘fase due’ dopo tanti sacrifici, qualunque sarà il governo. Solo così questi sacrifici non andranno persi e anche i tagli potranno essere in qualche modo ribilanciati e alleggeriti in modo equo”.

“Abbiamo alle spalle l’ennesimo anno difficilissimo – ha aggiunto il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando – per di più in un percorso di risanamento dei conti pubblici molto violento, ancorché necessario, che ha raggiunto anche un risultato importante in termini di potenziale risparmio sul debito pubblico. Se adesso al risanamento si aggiungesse anche un percorso per la crescita e lo sviluppo e uno per la protezione sociale, perché molte persone sono oggi veramente in difficoltà, ora forse potremo provare a uscire da una fase veramente difficile. Questo è il nostro impegno per il lavoro di quest’anno”.

Rispetto alla campagna elettorale appena cominciata con toni già piuttosto accesi Burlando ha auspicato che “sia una campagna elettorale più rivolta ai problemi del Paese che non ai conflitti tra i protagonisti perché questo è un Paese che ha bisogno di cooperazione più che di scontri violenti. Poi è normale che ognuno proponga le sue idee ma se lo si facesse in modo più attento al Paese che non agli interessi di parte sarebbe meglio”.

Commento pianamente condiviso dal presidente della Cei: “Per portare a un buon esito la campagna elettorale deve essere più costruttiva e rispettosa delle posizioni pur all’interno di una dialettica, come è giusto che sia”.