Carceri, la Uilpa lancia l'allarme: "A Marassi tubi del gas usurati, grave pericolo" - Genova 24
Cronaca

Carceri, la Uilpa lancia l’allarme: “A Marassi tubi del gas usurati, grave pericolo”

 carcere marassi

Genova. “Lungi da noi alimentare inutili ed ingiustificati allarmismi, però aver acquisito la notizia che al carcere di Genova Marassi è stata accertata una grave usura delle tubazioni del gas, soprattutto nella zona sottostante i locali della mensa del personale, non può non ingenerare in noi una responsabile preoccupazione e chiedere al Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria di intervenire con immediatezza per ripristinare condizioni di sicurezza”

A dichiararlo il Segretario Generale della UILPA Penitenziari, Eugenio Sarno, che aggiunge: “L’usura dei tubi del gas è stata riscontrata durante alcuni controlli effettuati al carcere di Marassi, affidati ad una ditta esterna specializzata, sulle tubature idriche che presentavano alcune perdite. Ci consta che la relazione redatta dal reparto MOF ( Manutenzione Ordinaria Fabbricati) della polizia penitenziaria, che ha coadiuvato la ditta nelle ispezioni, parla esplicitamente di condizioni di pericolo. E’ dunque legittimata la nostra preoccupazione e ancor più la richiesta al Dipartimento e al Provveditorato di provvedere all’immediata erogazione dei fondi necessari per ripristinare condizioni di sicurezza”.

Le carenza strutturali degli edifici penitenziari sono per la UILPA Penitenziari uno dei più gravi ed urgenti problemi da risolvere.

“Nell’affannata corsa, a più voci, a suggerire soluzioni possibili per risolvere il dramma delle condizioni penitenziarie ci si dimentica spesso che una delle criticità più evidenti, oltre al sovraffollamento delle celle ed alle critiche condizioni di lavoro, è rappresentata dalle carenze strutturali dei nostri penitenziari, che in gran parte sono stati costruiti negli anni 800, ovvero due secoli fa. Basti ricordare, a titolo di esempio, i crolli di Potenza e Taranto, oppure riferirci alle condizioni delle Sughere di Livorno, di Milano San Vittore, di Catania Bicocca o, in Liguria, a Savona perché emerge con nettezza l’urgenza di prevedere un piano di manutenzione straordinaria degli edifici per riparare a condizioni di degrado ed insalubrità, come ho potuto certificare con un servizio fotografico al carcere di Avellino. La questione dell’edilizia penitenziaria – ricorda il leader della UILPA Penitenziari – è stata sollevata, opportunamente, poche ore fa anche dal Ministro Severino. Affidare il piano carceri ad un Prefetto, scippandolo alle competenze dell’Amministrazione Penitenziaria, è stato un atto scellerato da parte del Governo Monti”.

Per Sarno un piano carceri funzionale alle esigenze del sistema non deve puntare solo all’implementazione dei posti detentivi, ma deve anche assicurare la costruzione di carceri in quelle realtà territoriali che producono detenzione indigena e quindi deve essere funzionale anche a deflazionare le movimentazioni di detenuti.

“Per quanto ci riguarda le vere esigenze attuali ci porterebbero ad auspicare la costruzione di istituti nelle aree metropolitane di Milano, Roma, Napoli e Palermo. Però se è vero, come è vero, che per costruire nuove carceri mediamente occorrono dagli otto ai dodici anni – chiude Eugenio Sarno – ci pare assolutamente imprescindibile che il futuro Governo calendarizzi nella propria agenda la questione penitenziaria, avendo ben presente che non si possono celebrare le nozze con i fichi secchi; Ovvero non si possono aprire nuovi reparti o costruire nuove carceri senza prevedere l’incremento degli organici della polizia penitenziaria (già carenti di 7mila unità e degli operatori socio-pedagocici. Purtroppo nella campagna elettorale in corso non c’è traccia alcuna di questi temi, quasi a certificare l’endemica distrazione dei partiti su una delle più delicate questioni sociali che, non dimentichiamo, hanno portato la CEDU a condannare più volte l’Italia per le condizioni degradanti ed inumane della detenzione”.