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Cannabis terapeutica, Benzi (Fds) e Rossi (Sel): “I pazienti non possono aspettare, la legge è in vigore, applichiamola”

Liguria. La Liguria è stata la seconda regione italiana a dotarsi di una legge che rendesse possibile l’accesso a farmaci a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche, e questo grazie alla proposta di legge presentata da Sel e Fds e poi approvata all’unanimità dal Consiglio regionale ad inizio Agosto, dopo un percorso lungo e partecipato, che ha visto coinvolte anche le associazioni Pic (Pazienti impazienti cannabis), Luca Coscioni e Cannabis terapeutica.

La legge è stata fino ad oggi inapplicata, mentre il Governo il 28 Settembre scorso ha impugnato la normativa innanzi la Corte Costituzionale.

I consiglieri Benzi e Conti (Fds), Rossi e Quani (Sel), firmatari della legge, hanno discusso oggi in Consiglio regionale una interrogazione a risposta immediata, chiedendo con urgenza, stante l’impugnativa, quali siano allo stato le misure della Giunta per rendere comunque possibile ai pazienti l’utilizzo dei medicinali.

Non si è dato seguito al processo di applicazione della norma per quanto riguarda l’approvvigionamento delle materie prime – ha dichiarato Alessandro Benzi, capogruppo della Fds, presentando l’interrogazione – in tal modo l’uso terapeutico della cannabis rimane di fatto precluso a centinaia di malati affetti da gravi patologie costretti a cimentarsi quotidianamente con procedure burocratiche impossibili, economicamente insostenibili e inutilmente faticose per fare importare dall’estero i farmaci; l’impugnativa non interrompe l’applicazione della legge regionale”

La legge rende possibile ai pazienti l’accesso ai farmaci e alle preparazioni magistrali i quali sono stati oggetto di una costante ricerca scientifica e che, sin dal 2007, sono stati inseriti nella tabella ministeriale che ne consente la prescrizione con ricetta medica.

Si conoscono gli effetti benefici nel campo della terapia palliativa del dolore o come lenitivo degli effetti collaterali delle chemio e radio-terapie, ma sono molte le patologie in cui possono trovare efficace applicazione i derivati naturali della cannabis, tra cui il glaucoma, l’epilessia, molte patologie neurologiche e psichiatriche, le malattie neurodegenerative e la sindrome da immunodeficienza aquisita (Aids).

“Una legge non applicata è come se non esistesse e non può portare al cittadino i vantaggi per cui è stata ideata» spiega Matteo Rossi, capogruppo di Sel, «l’inapplicazione della norma comporta il perdurare di situazioni di sofferenza cui sono sottoposti pazienti in cura con altri medicinali, tra cui oppiacei, il cui effetto è molto più invasivo per l’organismo”.

“Rimane anche da affrontare la questione della comunicazione da parte dell’assessorato alla Salute – hanno concluso Benzi e Rossi – perché è comunque inaccettabile, come ci è stato segnalato, che alle richieste dei pazienti (anche ricoverati) oncologici, malati di sclerosi multipla e di glaucoma, i quali non sono riusciti ad accedere ed ottenere i farmaci, riguardo i medicinali a base di cannabinoidi, vi siano state risposte vaghe e differenti da parte di medici e Asl, vedendosi apposte motivazioni quali problematiche di approvvigionamento delle sostanze, mancanza di fondi o la presunta inapplicabilità della norma”.

La risposta all’interrogazione da parte dell’Assessore alla Salute è stata insoddisfacente per quanto riguarda l’approvvigionamento delle sostanze e la loro distribuzione ai pazienti che ne fanno richiesta, mentre è stata data notizia di una imminente commercializzazione di un farmaco a base di cannabinoidi, subordinata alla conclusione dell’iter registrativo dell’azienda produttrice presso le autorità italiane, che pero’ dovrà ancora attendere il via libera dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Notizia positiva, data la riconosciuta efficacia del farmaco, che però ripropone la problematica dell’approvvigionamento presso l’estero, che grava sulle casse del Servizio Sanitario Nazionale e mostra come sia necessario comunque trovare una soluzione interna in grado di garantire reperibilità del farmaco e riduzione dei costi.

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