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Cronaca

Biglietto integrato e Tpl, consumatori e ambientalisti oggi in piazza: “No a nuovi aumenti, sì a un’integrazione modale, oraria e tariffaria”

Genova. Un’assemblea pubblica in piazza per difendere il trasporto pubblico e dire no alla doppia tariffa Amt per autobus e treno + bus. L’iniziativa è promossa dal forum ligure del Tpl, a cui hanno aderito le associazioni dei Consumatori Adircons e Clcu (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Altroconsumo, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Sportello del Consumatore), i comitati dei pendolari (Comitato Pendolari Liguria, Coordinamento Pendolari Liguri, Comitato Pendolari Ponente, Associazione Pendolari Acquese, Associazione Pendolari Novesi, Associazione Pendolari GenovaMilano) e le associazioni ambientaliste Legambiente e Wwf.

“Chiediamo una vera integrazione modale, oraria e tariffaria nell’area metropolitana genovese e un titolo unico di viaggio Amt, Atp e Treninalia” scrivono i promotori nella nota che promuove l’iniziativa.

“La tariffa integrata – commentano le associazioni ambientaliste – crediamo non solo vada salvata senza alcun aumento a carico dei cittadini, ma ampliata ai comuni dell’hinterland pianificando la sua estensione, con le dovute modalità, anche a tutta la regione. Deve essere avviato lo studio di un efficiente sistema di integrazione modale e oraria in modo che il trasporto pubblico sia un vero servizio utile e usufruibile da tutti, che permetta ai cittadini di spostarsi in modo agevole e veloce. Laddove questi processi hanno avuto inizio, nella maggior parte delle città europee e in una parte di città e regioni italiane (Milano e Lombardia, Campania, Lazio, Torino, ad esempio) esistono funzionanti esempi di integrazione che hanno portato all’aumento degli introiti da parte delle aziende di trasporto e un aumento consistente del numero di passeggeri”.

Sul fronte tariffe nulla di certo ancora è stato deciso, anche se la scorsa settimana è stato raggiunto un accordo di massima per potrebbe “salvare” l’integrazione tariffaria grazie a un aumento del 5%. Il biglietto a corsa semplice da 100 minuti treno più bus passerebbe quindi da 1,50 euro a 1,60, con aumenti proporzinali anche per gli abbonamenti (da 43 a 45 il mensile e da 380 a 395 l’annuale) anche se Amt e Trenitalia continuano a chiedere rincari maggiori.

La bocciatura di eventuali aumenti dei costi sulle spalle di chi in questi anni ha continuato a subirli è netta. “Già ora Genova ha le tariffe più care d’Italia. Per un abbonamento mensile si pagano 43 euro e a Milano 30 e per un annuale si pagano 380 euro mentre a Milano 300. A fronte del recente aumento del biglietto da 1,20 € a 1,50 € si è continuato a tagliare il servizio, sia bus che treni, con l’effetto di veder calare il numero di passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici e aumentare l’evasione del pagamento del biglietto. Prima di qualsiasi aumento tariffario si devono vedere concrete azioni per rendere più efficiente e migliore il servizio”.

Tra le soluzioni che gli ambientalisti propongono da anni, ma che non hanno mai visto applicazione, l’estensione delle corsie gialle protette e con semaforizzazione preferenziale, che garantirebbe un aumento della velocità commerciale degli autobus e quindi risparmi economici netti; una valutazione sul piano dei lavori pubblici, per evitare spese inutili e recuperare risorse per il tpl; lo spostamento di risorse sui capitoli della regione Liguria, assolutamente sbilanciati in questi anni a favore delle infrastrutture stradali piuttosto che sul trasporto collettivo; la rivisitazione del contratto di servizio tra regione Liguria e Trenitalia che premia l’azienda in termini monetari a fronte di evidenti disservizi.