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Gru al Vte, l’ad Danesi: “Investiamo per velocizzare, ma servono anche meno lacci e Authority unica” foto

Regione. Sono da poco arrivate le due nuove gru di banchina, ma il Vte già guarda oltre: con la modifica del cono aereo, infatti, si potrebbero installare altre gru, più alte, in grado di arrivare ai 9 tiri delle portacontainer di ultima generazione quando viaggiano a pieno carico. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato del Voltri Terminal Europa, Gilberto Danesi.

Le attuali due nuove strutture, per un investimento di 14 milioni di euro, arrivano sino a 5 tiri di container in altezza. Sono arrivate a Genova martedì scorso, caricate a Shanghai sulla nave “Zhenhua 20″lo scorso 30 agosto. Grazie a questi due nuovi mezzi, che saranno operativi da gennaio 2013, Vte potrà servire navi da oltre 10 mila teu di capacità e operare con un totale di 12 gru di banchina.

“Le due nuove gru sono importanti: aumenteremo la produttività e la capacità perché avremo un ricambio di navi molto più veloce, con aumento dei volumi – spiega l’ad Danesi – Certo tutto dipende dalla domanda”.

Le strutture in fase di installazione al Vte vengono definite “gru low profile”: hanno uno sbraccio di 48 metri e possono servire navi fino a 18 file di contenitori in larghezza. La crisi dei traffici si sente anche a Genova, tuttavia compagnie di navigazione che, ridotto il numero delle navi operative, preferiscono tagliare la fase di trasbordo negli hub di transhipment in favore dei scali di destinazione, guardano con interesse al porto genovese.

“Non vediamo delle grandi crescite per l’immediato futuro, ma pensiamo al mantenimento dovuto soprattutto al fatto che l’Eurozona ha problemi. Non vedo una ripresa per il 2013, ma spero nel 2014” frena con cautela Gilberto Danesi.

“Tutto quello che sta intorno al terminal deve funzionare bene – prosegue il dirigente – Non dobbiamo inventare nulla, ma semmai copiare dagli altri modelli. Il problema sono i vincoli che smorzano l’efficacia del sistema. Il numero di pezzi all’ora è ciò su cui si deve lavorare”.

Per l’amministratore delegato del Vte l’Autorità Portuale unica sarebbe una soluzione utile ad uniformare le decisioni: “Non ci può essere la concorrenza tra enti portuale, ci vuole la programmazione. Molti presidenti, segretari, commissioni consultive e società che si legano a queste… è inefficienza”.

Non si può guardare al futuro escludendo l’infrastruttura che sorgerà a Vado Ligure, la piattaforma multipurpose in costruzione. “La piattaforma Maersk avrà sicuramente un impatto – sottolinea Danesi – Credo che noi possiamo competere. Il mercato è fatto di sfide. La concorrenza ci deve essere. Noi dobbiamo occuparci dei nostri clienti, attrarli, tenerli e servirli sempre meglio. Più di questo non possiamo fare. Non è solo questione di produttività, ma si tratta anche di altri aspetti: per esempio avere un customer service che funziona, con la capacità di risolvere problemi e sistemi telematici per velocizzare le operazioni”.

“E’ facile fare un esempio del mercato – aggiunge – In una strada aprono quattro negozi di frutta e verdura, uno sopravvive e gli altre tre chiudono. Ma molto dipende dalla politica e dalla programmazione. In Italia c’è una sovracapacità: basta contare le gru che ci sono da Savona a Trieste e si vede che i terminal sarebbero in grado di gestire un numero tre volte superiore di container”. Plauso, comunque, al lavoro passato svolto dalla Port Authority savonese: “Canavese ha lavorato molto bene”.

Quale prospettiva di sviluppo? “Abbiamo investimenti sulle gru di banchina, ma voglio che siano quelle in grado di servire navi di certe dimensioni. Nel breve avremo un aumento di numero di gommati a piazzale così da rendere più veloce il delivery dei contenitori. Poi azioni per aumentare la capacità del terminal. Arriviamo a movimentare 1 milione e 350 mila teu; l’obiettivo con nuovi investimenti è arrivare sino a 1 milione e 900, credo che basti ed avanzi” conclude l’ad del Vte.