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Un fischietto per spazzar via le ombre della strada: “Le Graziose” di Genova contro violenza e sfruttamento

Genova. Fabrizio De André parlava, in una sua celebre canzone, di “Bocca di rosa”. La vita di strada è però spesso un incubo. Poche le prostitute che scelgono veramente quel mestiere, tante, troppe quelle che vivono tra vessazioni e violenze.

fischietto

Nel capoluogo ligure, in via della Maddalena, al civico 94r, oggi si distribuiscono fischietti. Il calcio non centra niente e di certo non parliamo di un gioco. Gli ombrelli rossi, il banchetto, i volantini: il comitato “Le Graziose” ci ricorda così che esiste un mondo di lavoratori del sesso di cui spesso si parla solamente nelle pagine di cronaca nera.

“Molto spesso – spiega Emanuela Costa, portavoce dei sex-workers – si pensa che le persone che stanno sulla strada si siano cercate la violenza o che comunque ciò faccia parte del loro mestiere. Si tratta di un’idea sbagliata. Ecco perché devono difendersi, sviluppando una rete di solidarietà tra loro e a partire dalle buone pratiche”.

“Una di queste – continua – è utilizzare uno di questi fischietti che stiamo distribuendo. Danno la possibilità di sentirsi più protette ed in collegamento con gli altri. E’ logicamente un modo per richiamare l’attenzione su un fenomeno che molto spesso non suscita autentica indignazione: la violenza sulle persone che lavorano nel sesso”.

Un’iniziativa che cade il giorno dopo la “Giornata mondiale contro la violenza sui sex-workers”. “La condanna morale, la stigmatizzazione e la mancanza di riconoscimento del lavoro sessuale – spiegano gli organizzatori – ha portato ad una generale criminalizzazione di chi ha scelto questa attività, anche se non infrange nessuna legge. Questo favorisce a cascata una serie di effetti molto pericolosi”.

“La prostituzione – conclude Emanuela Costa – per noi è un lavoro sessuale, mentre tratta e sfruttamento sono reati punibili per legge. Dobbiamo chiarire questa ambiguità per aiutare chi questo lavoro non ha scelto di farlo. E’ importante ricordare oggi anche queste persone”.