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Sequestro Calevo, il Silp Cgil: “Più risorse sui settori investigativi”

Genova. “Encomiabile il massimo sforzo messo in campo dalle forze dell’ordine coordinate dalla Magistratura competente per dare una risposta concreta alle indagini in corso per il rapimento del giovane imprenditore spezzino” commenta Roberto Traverso, segretario generale provinciale Silp Cgil Genova.

“Però – aggiunge Traverso – proprio in momenti così delicati, noi che rappresentiamo una parte importante del Comparto Sicurezza abbiamo il dovere di continuare a tenere alto il livello di attenzione del Ministero dell’Interno e delle istituzioni locali  per evitare che il modello di sicurezza genovese venga condizionato da logiche ragionieristiche che inevitabilmente prediligono la cosiddetta sicurezza mediatica”.

In questi giorni il Silp Cgilo ha espresso soddisfazione per l’imminente arrivo di 25 agenti in più, assegnati alla questura di Genova. Siamo certi, fanno sapere dal Silp Cgil, che il Ministro Cancellieri (ex Prefetto di Genova) abbia raccolto l’appello lanciato dal Silp e la Camera del Lavoro di Genova, in occasione della sua recente visita a Genova e che questo importante segnale di attenzione sia una risposta alle nostre rivendicazioni.

“Questa positiva boccata d’ossigeno – spiega Traverso – deve essere capitalizzata dai vertici delle forze dell’ordine locali ed investita anche sul settore investigativo, che da troppi anni è stato sacrificato per dare una risposta alle esigenze di ordine pubblico, che in un momento così delicato mettono a repentaglio, oltre che la sicurezza dei cittadini, le legittime ma pur sempre personali ambizioni di carriera dei vertici dell’Amministrazione locale.

In questo periodo natalizio gli occhi della nazione sono puntati sull’esito delle indagini in corso per risolvere un sequestro di persona intricato e come dicevamo l’impegno di chi può lavorare per raggiungere l’obbiettivo è assolutamente confortante. Dobbiamo chiederci però quali sono le risorse a disposizione ordinariamente per combattere e prevenire fenomeni di questo tipo sul territorio.

Lo sanno i cittadini che per prevenire e combattere i reati contro la persona la questura e le squadre di polizia giudiziaria superstiti sul territorio possono contare su pochissimi operatori?”.

“Quando parliamo di risorse non ci riferiamo solamente al numero di personale ma anche alla possibilità di liquidare ore di straordinario e indennità di missione – prosegue Traverso – Assurdo ma vero che ordinariamente (ovvero quando si tratta di reati che non vanno sulle pagine dei quotidiani) il personale debba fare i salti mortali per evitare di perdere il lavoro di ore e ore di ascolto d’intercettazioni solo perché occorre razionalizzare la gestione del monte ore di straordinario a disposizione delle squadre di polizia giudiziaria impegnate”.

“Assurdo ma vero che le poche risorse a disposizione vengano comunque garantite per svolgere al massimo dell’efficienza i servizi di ordine pubblico intorno e dentro agli stadi per evitare che la lucrosissima macchina del “dio calcio” non subisca spiacevoli intoppi.

Assurdo ma vero che le poche risorse a disposizione vengano impegnate in modo sproporzionato per cercare di mantenere le promesse fatte in conferenza stampa attraverso i proclami del tipo “Tolleranza Zero nel Centro Storico”, con il risultato di impegnare personale per servizi che raccolgono solo dati statistici relativi ad identificazioni di stranieri irregolari che quasi sempre non vengono nemmeno allontanati dal territorio

Ecco perché in momenti come questi bisognerebbe che chi ha una responsabilità politica e sociale sul territorio genovese e regionale (in questo caso), cominciasse a porre delle domande dirette e concrete a chi ha la responsabilità di gestire le poche risorse a disposizione”.