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Sampdoria, Palombo torna a sorridere. Il “capitano” è pronto a riprendersi il proprio posto

Bogliasco. L’esonero di Ciro Ferrara, le dimissioni del direttore sportivo Pasquale Sensibile. In un solo giorno la vita sportiva di Angelo Palombo è cambiata. Il prestito all’Inter, il ritorno alla Sampdoria in estate. Da quel momento il 17 blucerchiato ha dovuto accumulare un boccone amaro dopo l’altro. Solo quelli, di minuti in campo nemmeno uno. Quantomeno non con la prima squadra in impegni ufficiali.

Perché il centrocampista non ha saltato una sola seduta di allenamento. Ha persino giocato con Primavera pur di non perdere completamente il ritmo partita. È rimasto alla Sampdoria, aggrappato a quella maglia che tanto ama con le unghie e con i denti. Ha rifiutato ogni possibile destinazione alternativa preferendo spalmare l’ingaggio garantitogli dalla famiglia Garrone in più anni.

È rimasto, ha aspettato. Ha visto Ferrara preferirgli qualunque altro tesserato della rosa, ha sentito Sensibile dichiarare ai quattro venti di aspettare la finestra di mercato invernale per trovare una possibile sistemazione per lui. Voci di corridoio parlano di un Palombo ai margini del progetto perché “colpevole” di non aver ceduto alle lusinghe di altri club.

Ma adesso la musica è cambiata. Chi aveva deciso di accantonarlo non è più nell’organigramma blucerchiato, con Carlo Osti e Delio Rossi sembrano aprirsi nuovi spiragli. Adesso è tutto nelle sue mani. Le dichiarazioni del nuovo tecnico non lasciano spazio alle interpretazioni: “Palombo è un giocatore della Samp. La società mi ha dato una rosa di 28 elementi, tra i nomi che compaiono c’è pure quello di Angelo. Con un nuovo allenatore si riparte tutti da zero”.

Adesso è solo questione di tempo. Le convocazioni per la partita di sabato contro la Lazio sono in arrivo. Dovesse saltare pure questa, Palombo avrà modo di mettere in mostra le proprie qualità nel corso della pausa natalizia del campionato. Grinta, professionalità e dedizione al lavoro non possono certo passare inosservate. Il “capitano” è pronto a scalare le gerarchie, a riprendersi il proprio posto in mezzo al campo.