Cronaca

Recco, la nuova vita dell’ex ospedale: ambulatori, Cup, centro prelievi e la nuova Comunità Familiare

ospedale recco
Foto d'archivio

Recco. Nell’ex ospedale di Recco sono state riunite tutte le attività precedentemente dislocate nelle varie sedi territoriali: la specialistica, il CUP e l’anagrafe di Via Pisa, il consultorio di p.le Olimpia e la Salute Mentale e l’Igiene di Via San Francesco.

Oggi quindi al piano terra dell’ex ospedale si trovano i nuovi ambulatori di specialistica e la radiologia in spazi completamente ristrutturati, al primo piano il CUP e l’anagrafe, al secondo la Comunità Familiare e il centro prelievi con accesso diretto, al terzo il Consultorio e la Salute Mentale. Un nuovo ecocardiografo è stato installato presso l’ambulatorio di cardiologia.

Tra le nuove attività inserite nella struttura di Via Bianchi, la Comunità Familiare, prevista dall’art. 44 comma 3a) della L.R.12/2006 e organizzata congiuntamente con l’Irccs San Martino-Ist, rappresenta una vera e propria scommessa sulla domiciliarità. La struttura, infatti, è destinata ad accogliere in maniera transitoria (30gg) pazienti dimessi dall’Irccs San Martino-Ist non acuti, fragili e/o non autosufficienti, che per qualche motivo non possono stare a casa propria neppure con il supporto dell’assistenza domiciliare e trovano nella Comunità una “Casa”, semplicemente più grande, con l’accudimento garantito dal personale del Consorzio Agorà, vincitore della gara espletata dall’Irccs San Martino-Ist , mantenendo tutte le caratteristiche del domicilio. Queste persone trovano nella Comunità un periodo di sollievo per loro e per i familiari, in attesa di una soluzione adeguata al caso specifico.

La formula della Comunità si distingue dal normale ricovero in quanto non si tratta di un reparto per acuti, dalle cure intermedie in quanto i pazienti non necessitano più di stabilizzazione clinica e dalla riabilitazione in quanto gli stessi non richiedono riabilitazione intensiva.

La Comunità si inserisce nel progetto Codice d’argento, elaborato da ARS Liguria e finanziato dal Ministero della Salute con 1.300.000,00 € per un anno, che affida all’Irccs San Martino-Ist la sperimentazione di un sostegno concreto al paziente/nucleo familiare nel momento del rientro al domicilio dopo il ricovero ospedaliero presso l’Irccs San Martino-Ist per la durata di un mese dalla dimissione. Grazie a tale importo potranno essere seguiti circa 450 pazienti per un anno sia al domicilio che nella Comunità Familiare la cui attivazione è prevista da lunedì 9 dicembre.

I compiti tra i vari soggetti realizzatori del progetto sono così suddivisi: l’Irccs San Martino Ist valuta il paziente, gestisce l’accesso alla struttura, eroga il sostegno economico per retribuire l’assistente prescelto per un mese e segnala ai Distretti di ASL3, attualmente il 12 della Val Bisagno e il 13 del Levante, la necessità di attivare eventuali prestazioni sanitarie. I bisogni sanitari sono segnalati al momento della dimissione direttamente al servizio di Cure Domiciliari del Distretto che effettua la valutazione degli stessi unitamente al Medico di Medicina Generale e attiva l’assistenza con le stesse modalità previste per i domicili privati. In caso di emergenza intervengono i medici della continuità assistenziale o il 118. L’equipe del servizio di Cure Domiciliari, attivata dal medico di base, è composta da infermieri, fisioterapisti, operatori socio sanitari che lavorano congiuntamente al medico di medicina generale, al geriatra e/o ad eventuali altri specialisti.

I requisiti necessari per accedere alla Comunità, valutati dall’equipe dell’Irccs San Martino-Ist, tengono in considerazione il livello di autonomia personale, lo stato cognitivo e la presenza o meno di un supporto in famiglia. Possono essere inseriti anche i casi di riacutizzazione di patologie croniche in fase post-acuta stabilizzata e gli esiti di eventi patologici acuti con limitazione temporanea dell’autonomia personale. Sulla base di questi requisiti sono stati definiti otto profili assistenziali che guidano il personale dell’Irccs San Martino-Ist che valuta gli accessi.

I posti letto sono suddivisi in due moduli da sette, ripartiti tra stanze singole e a più letti, secondo lo stato del paziente. Il mobilio per la Comunità è quello dismesso dalle strutture convertite ancora in ottime condizioni, gli arredi sono stati acquistati da ASL3 e alcune stampe sono state donate dal Comune di Recco.

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