Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Qualità della vita, rapporto ItaliaOggi: Genova in fondo alla classifica

Più informazioni su

Genova. Bisogna scorrere il dito fino in fondo alla classifica prima di trovare Genova, secondo il Rapporto sulla Qualità della vita in Italia 2012, realizzato da ItaliaOggi con l’università La Sapienza di Roma. La provincia di Genova è infatti al 92esimo posto, superata solo da Imperia, l’altra maglia nera ligure piombata un po’ a sorpresa in ultima posizione. Poco sopra Savona (88esima) e decisamente meglio La Spezia (57esima).

Affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema sanitario, tempo libero e tenore di vita: questi i parametri tenuti in esame dal rapporto annuale di ItaliaOggi.

E dunque, dopo la netta caduta registrata già lo scorso anno, nel 2012 sono 42 le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile, contro le 45 della passata edizione. Con il Rapporto 2012 si registra il peggior risultato dalla prima edizione dell’indagine: salgono a 61 le province nelle quali la qualità della vita è risultata scarsa o insufficiente. I

Ai primi due posti si confermano le province di Trento e Bolzano, quelle in cui si vive meglio. Agli ultimi posti Messina (quart’ultima), Crotone (terz’ultima), Napoli (penultima) ed ultima, a sorpresa, Imperia.

La tendenza, secondo lo studio, che si consolida nell’ultimo quinquennio, vede un Nordovest vulnerabile, mentre Sud e Isole confermano problemi strutturali. Il livello medio di qualità della vita è insufficiente e non accenna a migliorare nelle regioni del sud e se tre anni fa era stato individuato un gruppo di province in cui la qualità della vita risultava superiore a quella prevalente nelle altre province dell’Italia meridionale e insulare, oggi questo nucleo, che andava dal litorale adriatico meridionale alle province ioniche fino a estendersi su un breve tratto del litorale tirrenico, si è dissolto: resistono solo le province della Basilicata