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Province, Paita: “Chiederemo di ridurre tagli alle autonomie locali evitando il default”

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Regione. La situazione delle Province, con i conseguenti risvolti occupazionali che comporta, mi preoccupa molto; stante l’attuale quadro, il principale livello di azione possibile al momento è su un piano nazionale e ci muoveremo in questa direzione – lo ha detto l’assessore regionale Raffaella Paita, a seguito dell’incontro svoltosi ieri con le principali organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, finalizzato ad esaminare la grave situazione economico/finanziaria delle province dopo gli insostenibili tagli decisi a livello nazionale con il D.L. 95/2012.

“Ci sarà un nuovo incontro lunedì anche con l’assessore Pippo Rossetti– ha aggiunto Paita – nel quale la Regione valuterà eventuali interventi di emergenza. Dovremmo mettere a punto una linea di azione finalizzata a chiedere a livello nazionale che nell’ambito della legge di stabilità vengano introdotte misure che riducano i tagli operati al sistema delle autonomie locali (Regioni, Province e Comuni) evitando il default delle Province che come sostenuto dall’UPI coinvolgerebbe non meno del 70% delle stesse”.

“L’obiettivo comune – ha spiegato l’assessore regionale Paita – è chiaramente il mantenimento dei posti di lavoro in essere e del livello dei servizi. Il contesto si presenta molto grave dal punto di vista delle risorse, è inutile negarlo, la riforma delle provincie è stata in realtà un gran pasticcio che ci ha creato molta confusione, la normativa è rimasta molto appesa all’incertezza a seguito della mancata conversione del decreto in legge, gli ulteriori tagli imposti al sistema delle Autonomie locali previsti dalla spending review hanno reso ancora più difficile una situazione già critica”.

“In questo scenario, dobbiamo muoverci compattamente per evitare ricadute occupazionali, la palla è in mano a Governo e  Parlamento e su questi dobbiamo spingere per una preliminare verifica relativa alle misure possibili per l’immediato mantenimento dell’occupazione in essere e quindi una verifica in ogni settore circa le riorganizzazioni praticabili volte a ridurre i costi a livelli sostenibili”, ha concluso Paita.