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Province liguri a Regione: “Verso sicuro dissesto, 41 mln non rimborsati per le funzioni delega”

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Genova. Le Province, a causa “dei fortissimi tagli ai bilanci effettuati dalla spending review e con la legge di stabilità in corso di approvazione non sono più in grado di sostenere con fondi propri i costi di funzionamento per l’esercizio delle deleghe ricevute dalla Regione Liguria”.

Sono più di 41 milioni di euro all’anno (41.343.497 nel 2011), quasi la metà sul bilancio della Provincia di Genova (20.491.116), circa 8,3 per quella della Spezia, quasi la stessa somma per Savona con 8,6 milioni e 3,9 per Imperia. E’ questo l’ammontare dei costi, non rimborsati, a carico delle Province liguri – al netto dei trasferimenti regionali e delle specifiche entrate correlate – per le funzioni loro delegate dalla Regione, che emerge dal report finanziario dell’Unione Province Liguri allegato al parere del Consiglio delle Autonomie Locali espresso oggi sul bilancio 2013 della Regione.

Nonostante il problema sia stato fatto presente in ogni sede “la proposta di bilancio regionale per il 2013 riduce ulteriormente gli stanziamenti già pesantemente tagliati negli anni scorsi, penalizzando ancora i bilanci provinciali destinati perciò a un sicuro dissesto nell’esercizio 2013”.

Nel dettaglio “scrive l’Urpl – le spese per le deleghe agli enti locali viene ulteriormente diminuita di 630.000 euro (da 913.000 a 283.000). Negli esercizi precedenti “erano già stati azzerati gli stanziamenti relativi al rimborso degli oneri di personale e di funzionamento della delega in materia di formazione e orientamento professionale e del mercato del lavoro” e dal 2013 “viene azzerato anche lo stanziamento relativo al rimborso degli oneri per il personale della difesa del suolo (per il quale sino al 2012 veniva riconosciuta alle quattro Province la somma complessiva di 600.000 euro) e vengono azzerati allo stesso modo gli stanziamenti riferiti alle deleghe in materia sismica, sui trasporti, gli espropri, l’urbanistica, cultura e sport.

Unico dato in controtendenza quello riferito al turismo, delega per la quale la Regione aumenta da 650.000 a 900.000 euro lo stanziamento complessivo per gli Iat e da 650.000 a 1.165.000 quello per l’esercizio delle funzioni da parte delle Province, importi che però, scrivono le Province “consentono a malapena di coprire i costi del personale dedicato al servizio”. Vengono inoltre azzerate le spese per le attività di istruzione e formazione riferite ai trasferimenti alle Province per le attività dirette di formazione professionale (erano 800.000 euro complessivi nel 2012) che “seppure molto ridotte vengono destinate alla copertura degli oneri dei centri provinciali di formazione professionale”.

E le Province liguri ricordano che “provoca ulteriore criticità sui nostri bilanci la mancata iscrizione nel bilancio regionale dei fondi per la viabilità ex Anas, discendenti dagli accordi istituzionali a suo tempo formalizzati”. Per questo la richiesta alla Regione “è di integrare gli stanziamenti per gli enti locali, con particolare riferimento al finanziamento delle funzioni trasferite e delegate”.

Il Consiglio delle Autonomie Locali liguri ha inoltre chiesto un incontro urgente al Governatore Claudio Burlando un incontro in tempi strettissimi “perché il nodo è molto stringente e difficile, con ricadute su tutto il territorio e le sue comunità” sulle funzioni regionali delegate alle Province e il loro finanziamento.

Il documento discusso e votato dal Cal chiede alla Regione il finanziamento dei trasferimenti alle Province per le funzioni delegate “che, come prevede la legge, devono essere adeguatamente supportate rispetto ai costi di personale e di funzionamento per le attività trasferite. In caso contrario la Regione deve svolgere direttamente le funzioni delegate, assorbendo il personale in oggi impiegato e sostenendo direttamente i costi di gestione” e sostegno “ai piccoli Comuni (tra 1.000 e 5.000 abitanti) nel patto regionalizzato 2013”. Il documento che “riconosce lo sforzo di equilibrio e l’impegno della Regione a sostenere gli enti locali nel raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità interno attraverso il patto regionalizzato verticale 2012” prende però atto che la Regione ha scelto “di non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, con conseguente carenza di risorse, mentre gli enti locali sono stati costretti ad attivare la leva fiscale per poter quadrare i bilanci e non penalizzare ulteriormente i servizi” ed evidenzia che “i costi della politica” dell’assemblea legislativa regionale sono nettamente squilibrati rispetto a quelli degli enti locali”, suggerendo anche “maggior equilibrio nei flussi di spesa tra i dipartimenti regionali, al fine di agevolare le scelte di allocazione delle risorse disponibili”.