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Primarie del Pd, tra volti noti e outsider: dal Ponente la candidatura di De Venuto

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Genova. Le primarie non fanno più paura al Partito democratico: dopo le sconfitte dei candidati del partito nelle varie tornate locali, è arrivata l’importante vittoria di Pierluigi Bersani. Il Pd è riuscito a imporre per settimane l’agenda dei temi politici, si è mostrato più compatto di quanto ci si potesse aspettare dalla campagna per conquistare la premiership.

Adesso è il momento della scelta dei candidati alle prossime elezioni. Le primarie si terrano sabato 29 dicembre. Tempi stretti, corsa mozzafiato. La rosa dei candidati è ormai nota: Mara Carocci, Laura Cevasco, Marina Costa, Sara Di Paolo, Roberta Magioncalda, Carla Olivari e Roberta Pinotti per quanto riguarda la componente femminile. Lorenzo Basso, Alessandro De Venuto, Luca Pastorino, Mario Tullo, gli uomini in corsa. Gli elettori che sceglieranno i candidati dovranno dare una doppia preferenza, una femminile e una maschile.

Volti noti e meno noti della politica genovese e ligure. Genova24 tenterà di presentare in questa settimana che separa alla scelta degli iscritti al partito, i diversi candidati cominciando da Alessandro De Venuto, biologo, 42enne, che nonostante la sua militanza, tiene a presentarsi come espressione della società civile. De Venuto fa parte dell’esecutivo Pd a livello regionale ed è uno dei responsabili sanità

“La mia candidatura è nata per due motivi: dalla spinta di coloro che lavorano a Genova e Liguria sul tema della sanità e dal gruppo di persone che fa politica per il Pd nel ponente genovese: è per il loro entusiasmo e grazie al loro aiuto che siamo riusciti a raccogliere le firme e che ora posso presentarmi alle primarie”.

In Liguria la schiacciante vittoria di Pierluigi Bersani è stata dovuta, secondo De Venuto, alla capacità del Pd di anticipare il rinnovamento: “Al municipio medio ponente ci sono 4 consiglieri tra i 20 e 30, e poi c’è stata straordinaria elezione al comune di Nadia Canepa”.

Fin qui per restare al sostegno della base, come si diceva un tempo. Ma certo che il tema in cui De Venuto ha le sue competenze è un affare soprattutto regionale, allora perché candidarsi per Roma: “ Io ho avuto modo e fortuna di tenere rapporti anche con il partito nazionale, ho partecipato a una serie di riunioni dal Pd sull’organizzazione del welfare e sulla rielaborazione del programma del sistema nazionale per la sanità, le scelte si fanno in quel contesto, è lì che si può rafforzare il sistema sanitario regionale”.

Al di là di quelle che i comunicatori politici definiscono com “policies”, in questo contesto siamo molto interessati anche ai temi di campagna: insomma come si fa a fare campagna elettorale in questo periodo così breve e soprattutto dovendo sfidare dei compagni di partito? “Bisogna raccogliere il lavoro fatto durante gli anni, i tempi sono stretti, si valorizza il contatto personale: dai social network all’incontro con le persone”.

Una sfida insidiosa e importante, durante le vacanze di Natale, con le luci dei riflettori accese soprattutto sulla campagna nazionale. C’è chi sostiene che questa condizione dovrebbe favorire chi ha già dimostrato di aver un profondo rapporto con l’elettorato genovese (Roberta Pinotti, Lorenzo Basso e Mario Tullo) e chi invece sostiene che proprio queste condizioni potrebbero favorire gli outsiders. La verità la si scoprirà settimana prossima.