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Prete giustifica femminicidio, il mondo politico ligure si solleva: “E i bimbi maliziosi provocano quei poveretti dei pedofili?” foto

Genova. Anche il mondo politico ligure e genovese si solleva dopo le affermazioni di Don Piero Corsi, il prete che in un suo scritto ha giustificato il femminicidio.

“Dopo una notte insonne per il dolore e il rimorso per la giusta polemica causata dalla mia ‘imprudente provocazione’ comunico che ho deciso di mettere da parte l’abito talare, del quale mi sento indegno”, ha detto don Corsi. Ma secondo le ultime indiscrezioni, le “dimissioni” non sarebbero state confermate e proprio stamattina il prete avrebbe insultato una giornalista.

Il contenuto del volantino, infatti, ha fatto rabbrividire tutti, comprese le autorità locali. “Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano?”. E’ questo il titolo del volantino affisso nella bacheca della chiesa di San Terenzo da don Piero Corsi.

“Certo, e i bimbi maliziosi provocano quei poveretti dei pedofili? Scusate ma questo prete mi ha fatto proprio inc…. !!!!!!!”. Ecco il commento dell’assessore regionale Renata Briano,

Il contenuto del volantino, che si rifà a un articolo della rivista on line Pontifex.it, analizzando il fenomeno del femminicidio sottolinea che “Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono per esasperare le tensioni esistenti. (…) Provocano gli istinti peggiori. Se poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale (che ribadiamo è roba da mascalzoni) facciano un esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?”.

Parole pesantissime e di una gravità inaudita, come dichiara su Facebook anche l’assessore del Comune di Genova, Gianni Crivello. “Nel corso della mia attività istituzionale e politica ho incontrato centinaia di parroci, che, oltre al ruolo che la chiesa prevede, per la loro attività di culto, svolgono nei quartieri e sul territorio una funzione sociale insostituibile.Un impegno da parte delle parrocchie stesse, che se un giorno dovesse venire meno, si potrebbero creare situazioni molto difficili, quasi ingestibili”, scrive l’assessore.

“Leggendo le dichiarazioni di don Corsi, parroco di San Terenzo a Lerici si capisce che questo prete, con quel mondo, non ha nulla da spartire. E nonostante l’indignazione di tutti, don Corsi, insiste scrivendo ‘Ho scritto quello che penso, le ragazze in abiti discinti scatenano i nostri istinti’ – conclude Crivello – Ripensando ai recenti numeri delle donne vittime in Italia e nel mondo, questo prete non dovrebbe essere solo trasferito, ma invitato a fare dell’altro. Evito di scrivere e condividere il primo sentimento che ho pensato a caldo, dopo aver letto la sua ‘perla’ di volantino”.