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“Mattanza pirotecnica” di Capodanno, Codacons: “Sindaci vietino fuochi d’artificio”

Numeri da mattanza pirotecnica, un vero bollettino da guerra che caratterizza la notte di San Silvestro, un buco nero di sangue, bombe fuorilegge e affari criminali. La denuncia arriva da Legambiente che presenta tutti i numeri del “fuoco” di Capodanno.

Negli ultimi 5 anni, dal 2008 al 2012, secondo i dati della Polizia di Stato elaborati da Legambiente, in Campania sono stati 573 i feriti, di cui 367 solo a Napoli e provincia (il 64% del totale), e 4 i morti (su 5 in tutta Italia). Ancora più da brividi i dati relativi a tutta la Penisola: negli ultimi 5 anni 2.423 feriti, 5 morti e 2.154 persone denunciate o arrestate. L’età più colpita dal fenomeno dei botti illegali è quella compresa fra gli 11 e i 14 anni, mentre le parti del corpo maggiormente danneggiate sono la mano destra e gli occhi.

E “Basta con i fuochi d’artificio di fine anno” lo chiede anche Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, chiede ai sindaci “che hanno il potere, con un’ordinanza, di vietarli. Non si tratta solo di una primitiva e pericolosa usanza che ogni anno provoca centinaia di feriti anche gravi – precisa – ma di una pseudomoda che, al di là degli incidenti, costituisce comunque un problema serio per la salute, in particolare per bambini, anziani e animali”.

Il segretario del Codacons tiene a precisare che “sono pericolosi tutti i botti, non solo quelli illegali, ma anche quelli legali usati correttamente. Al di là degli incidenti provocati da un uso improprio dei fuochi d’artificio, infatti, anche quelli perfettamente esplosi, senza inconvenienti, provocano un pericoloso aumento delle polveri sottili. La conseguenza è che il primo dell’anno nelle città si supera il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo, con un valore a seconda della città da doppio a triplo rispetto alla media del periodo”.

Tanasi ricorda che “per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell’aria, cresce del 3% il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini. Ciò significa che, se si arriva a 100 microgrammi, il rischio aumenta del 20%. A correre i maggiori rischi per la salute sono bambini, anziani, asmatici, chi soffre di patologie respiratorie e tutti quelli che hanno patologie correlabili all’inquinamento”.