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Maltrattamenti ai disabili, chiude la residenza “I Cedri” di Ne: la protesta dei familiari

Ne. Continuano le indagini sulla terribile vicenda dei maltrattamenti avvenuti nella residenza “I Cedri”, che ha portato all’arresto di 7 inservienti e alla denuncia di altri tre. Ora l’attività del centro è stato sospesa dalla Regione e si alza la protesta dei parenti degli assistiti.

“I nostri figli non sono pacchi postali da spostare da una parte a un’altra senza neppure essere avvertiti”. Questa la voce dei familiari dei 32 pazienti, che ieri si sono riuniti in assemblea e hanno dato incarico ad un legale di presentare opposizione alla decisione della Regione perché “altri 24 dipendenti e la proprietà non sono coinvolti nell’inchiesta dei carabinieri”, dicono i genitori.

“Nessun genitore firmerà l’autorizzazione al trasferimento del proprio figlio – ha detto Rinaldo Marinoni – portavoce dei familiari – e riteniamo sconcertante la decisione della Regione che di fatto obbliga a spostare i figli in un’altra struttura. La Regione non ha minimamente pensato ai traumi che tale scelta può provocare su un soggetto autistico”.

La proprietà dei Cedri, per evitare disagi ai pazienti, ai familiari e al personale, si è detta disposta a fare un passo indietro chiedendo la collaborazione del Consorzio Tassano di Casarza Ligure che sempre a Ne gestisce la cooperativa ‘Le Ali’ per malati psichiatrici, a cui affidare la gestione della struttura fino a quando ce ne sarà bisogno.