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Maltrattamenti ai disabili, Cedri verso il cambio di gestione. Parenti soddisfatti: “E’ la casa dei nostri figli” foto

Genova. I 32 pazienti disabili resteranno a I Cedri, mentre la struttura dovrebbe vedere a breve un cambio di gestione. “Presidente e assessori ci hanno riferito che si sta seguendo un percorso perché ciò succeda. E’ quello che volevamo noi, parenti e genitori”. Tirano un sospiro di sollievo genitori e parenti dei pazienti disabili della struttura residenziale “i Cedri” di Ne, oggetto di una recente inchiesta per maltrattamenti che ha portato all’arresto di 7 inservienti e alla denuncia di altri tre e a seguito della quale la Regione Liguria aveva sospeso l’accreditamento della struttura.

“Quando lo abbiamo saputo, per noi genitori, è stata davvero una mazzata – ha spiegato Antonio Bajo, al termine della riunione convocata oggi in Regione alla presenza del presidente Claudio Burlando e degli assessori Claudio Montaldo e Lorena Rambaudi – Mio figlio da due anni è residente ai Cedri, e ne ha ricevuto beneficio sia sotto l’aspetto fisico sia sotto quello comportamentale – ha raccontato il genitore – prima non riuscivo a gestirlo ora, invece, è un piacere stare insieme. Ma è lui stesso a chiedere di tornare ai Cedri, casa sua. Questo vogliamo si capisca: la nostra è una difesa della casa dei nostri figli, nient’altro”.

Ciò non toglie che sulla vicenda maltrattamenti su cui sta indagando la magistratura i genitori vogliono che i colpevoli siano perseguiti. “Sono due binari distinti – ha proseguito Bajo – uno è la magistratura a cui siamo vicini, l’altro è il benessere dei nostri figli. L’autismo è un modo di vivere diverso, i nostri ragazzi hanno bisogno di abitudini e routine, non possono cambiare la vita in 24 ore”. La soluzione “ottimale”, secondo quanto spiegato dai parenti che hanno presenziato alla riunione è duplice: da una parte la magistratura deve fare il suo percorso, ma allo stesso tempo i Cedri devono “restare in piedi”.

“Per ragazzi con patologie così gravi il poter avere una certezza e riconoscere il luogo che sentono come casa loro è un grande sollievo – ha ribadito anche Rinaldo Marinoni, portavoce dei familiari – Se ci sono responsabilità spetta a magistratura e carabinieri accertarle, a noi interessa che i ragazzi restino lì”. Quale sarà la metodologia non è ancora chiaro, “ma – ha concluso il portavoce – credo che un consorzio si sostituirà all’attuale proprietà per continuare la gestione della residenza”. La proprietà dei Cedri, per evitare disagi ai pazienti, ai familiari e al personale, si era detta disposta a fare un passo indietro chiedendo la collaborazione del Consorzio Tassano di Casarza Ligure che sempre a Ne gestisce la cooperativa “Le Ali” per malati psichiatrici.

Se la trattativa in corso avrà buon esito, la Regione Liguria assicura fin d’ora un sollecito intervento per le procedure di accredito, sulla base di tutti gli standard previsti dalle normative a garanzie e tutela degli ospiti.
Nel frattempo, in attesa del possibile nuovo accreditamento regionale, la proprietà della rsa I Cedri ha assicurato la sostituzione del personale attualmente indagato dalla Procura di Chiavari e l’ Asl 4 chiavarese ha messo in atto un piano di controllo sistematico.