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L’Ilva di Cornigliano col fiato sospeso. Palombo (Rsu): “Emendamento indispensabile per arrivare alla Befana”

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Genova. Ieri sera l’annuncio shock con cui l’azienda ha deciso la chiusura a catena di tutti gli impianti italiani dell’Ilva in risposta alla conferma da parte del gip di Taranto del sequestro dei rotoli finiti considerati “corpo del reato”. Oggi il Governo si è mosso in fretta e ha annunciato che già martedì prossimo un emendamento al decreto Salva Ilva sarà approvato dal Parlamento e consentirà di sbloccare il materiale in sequestro.

A Genova la preoccupazione è alta. C’è lavoro per una decina di giorni, forse si può arrivare alla Befana usando le ferie, ma oltre no.

“Qui a Genova abbiamo appena concluso una riunione con i vertici aziendali – spiega Armando Palombo Rsu Fiom – e lo scenario al momento dipende dalla firma dell’emendamento al decreto che dovrebbe andare alla Camera martedì. Se l’emendamento sarà approvato, allora tra rotoli di scarto che possiamo metterci a lavorare e ferie, possiamo arrivare alla Befana stando abbastanza tranquilli. Ma se non fosse così la situazione potrebbe diventare drammatica”.

Per quanto riguarda Taranto un’altra nota aziendale ha precisato che circa 1.400 dipendenti dell’Ilva dell’area a freddo, in particolare laminatori a freddo, di tubifici e servizi, saranno collocati in cassa integrazione o in ferie forzate per un periodo al momento imprecisato.

“Certo – spiega Palombo – ci può essere una certa dose di strumentalizzazione da parte dell’azienda rispetto al sequestro, ma vista da chi come noi lavora sugli impianti, la situazione è molto complessa nel senso che rallentare il ritmo produttivo, in parte a causa dell’Aia che ha fatto spegnere l’altoforno numero 1 e in parte a causa dei danni provocati dalla tromba marina, causa rallentamenti molto importanti a tutto il ciclo produttivo”.

E questo ha conseguenze importanti anche per Genova “perché non è che tutto ciò che viene prodotto a Taranto arriva automaticamente a Genova, certi prodotti possono essere lavorati qui, altri no, quindi se non verrà firmato l’emendamento che sblocca i rotoli in sequestro anche per noi a gennaio ci saranno problemi seri”.

Da fonti giudiziarie si apprende che la Procura di Taranto starebbe lavorando per sollevare il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione agli interventi del governo, e in particolare del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, sui provvedimenti della magistratura nei confronti dell’Ilva.