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Lavagna, in consiglio comunale approda il Referendum sul depuratore: minoranza pronta a lottare

Lavagna. Dopo le polemiche della scorsa settimana, seguite alla presentazione del progetto per la costruzione del depuratore, oggi il gruppo di minoranza “Ripartiamo da Lavagna” presenterà in consiglio comunale il suo ordine del giorno per la convocazione di un referendum con il quale sottoporre al giudizio popolare il progetto.

Iren, durante la presentazione dell’opera, aveva parlato di un impianto all’avanguardia, ma la spiegazione non convince parte delle minoranza, che è pronta a dare battaglia per chiedere il referendum. “È indubitabile che occorra un sistema di depurazione per Lavagna in regola con la normativa europea ed il nostro gruppo consiliare è assolutamente favorevole ad una scelta ragionata che, però, venga condivisa dai cittadini stessi – prosegue il consigliere – Proprio per questa ragione abbiamo proposto un referendum consultivo che permetta di conoscere l’opinione della popolazione sulla realizzazione di una colmata a mare grande quanto tre campi di calcio alla foce del fiume Entella, con possibili ripercussioni sulle correnti marine e sull’assetto idrogeologico dell’area interessata e sulla realizzazione di un enorme depuratore a Lavagna, capace di trattare i reflui della città più quelli di Castiglione Chiavarese, Casarza, Sestri Levante, Cogorno, Carasco, Ne”, ha dichiarato il consigliere Massimo Chiappara.

Sul depuratore ha espresso perplessità anche la sezione levantina di Legambiente, che vorrebbe maggiori garanzie sull’impianto, sul suo funzionamento e sull’eventuale impatto ambientale.

Ma non si parlerà solo di questo nella seduta odierna, che prenderà il via oggi alle 17.30. Il caso della cittadina in causa con Idrotigullio, infatti, approda anche in consiglio comunale a Lavagna. I consiglieri Marco Daneri e Gino Torchio hanno presentato un ordine del giorno nel quale si solidarizza con la cittadina in causa con il gestore Idrotigullio a seguito della campagna di ubbidienza civile, andata in prima udienza il 27 novembre 2012.
L’odg richiama la mozione approvata il 30 novembre del 2011 dal consiglio comunale di Lavagna, inerente la riduzione della tariffa secondo gli esiti referendari ed il diritto inalienabile al minimo universale.

“Questa posizione è stata sostenuta all’assemblea dell’AATO con l’esito che ricordiamo (voto favorevole dei comuni di Lavagna Santa Margherita e Ronco Scrivia)”, spiega il Comitato Acqua Pubblica, che sarà presente in consiglio insieme ad Elisabetta e ricorda che la prossima udienza è già fissata per il 18 dicembre alle 9 del mattino sempre presso il giudice di pace di Chiavari.

Elisabetta aveva presentato ricorso al giudice di pace contro Idrotigullio per tentare di recuperare la quota di remunerazione sulla bolletta dell’acqua, relativa al periodo 21/07/2011-31/12/2011, successivamente al quale, a seguito di diffida, ha pagato solo il dovuto, decurtando autonomamente dalla sua bolletta la quota di profitto del 22%.

Durante la prima udienza Idrotigullio ha sostenuto, oltre ad una serie di obiezioni tecniche sulla giurisdizione e sulla competenza del tribunale adito, di non essere capace a determinare il valore della remunerazione del capitale eliminata dal referendum. “Eloquente anche il silenzio alla domanda del giudice: ‘ma dunque a cosa vi serve questa remunerazione?’. Questa – conclude il Comitato – è la stessa domanda a cui hanno risposto 27.000.000 di cittadini italiani con il referendum, eliminandola appunto”.