Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

La Sampdoria abbraccia Osti e Rossi. Il tecnico: “Ho voluto la bicicletta, ora pedalo”

Bogliasco. Via, si ricomincia. La Sampdoria si rifà il look. L’esonero di Ciro Ferrara e le dimissioni del direttore sportivo Pasquale Sensibile fanno ormai già parte del passato. Il presente parla di Delio Rossi in panchina e di Carlo Osti al timone delle manovre di mercato blucerchiate.

Nel giorno delle presentazioni Edoardo Garrone marca visita. “Colpa” del Consiglio di Amministrazione della Erg. Interviene via telefono, le sue parole sono chiare: “Il mio primo pensiero è per Ferrara, Sensibile e i loro collaboratori. Voglio ringraziarli tutti per la professionalità, l’impegno e le grandi doti umane. È stata una scelta dolorosa ma ho ritenuto che fosse giunto il momento di voltare pagina. La seconda riflessione è per chi viene. Delio non ha bisogno di presentazioni, sa insegnare calcio. Abbiamo tanti giovani che hanno bisogno di crescere e sono convinto che lui sia la persona più adatta per farli crescere. Lavorerà in piena collaborazione con la società”.

Così il vicepresidente blucerchiato su Carlo Osti: “È una persona da Sampdoria. Non parla troppo ma dalle sue poche parole ho capito che di calcio ne sa parecchio, frutto delle sue esperienze da calciatore e da dirigente. Ho fiducia nelle persone che lavorano per noi e quindi auguro a tutti un ottimo lavoro”.

Ai saluti di Garrone seguono le poche parole dell’amministratore delegato della Sampdoria, Rinaldo Sagramola: “Quella di ieri è stata una giornata di grande sofferenza per i rapporti umani che si erano consolidati e che si stavano rimettendo in discussione. Sono state fatte delle scelte e qui, al mio fianco, ci sono professionisti a cui la Samp affida il compito di guidare la squadra verso una salvezza tranquilla”.

Si arriva quindi al pezzo forte, alle prime battute da tecnico blucerchiato di Delio Rossi. Comincia chiedendo informazioni sui punti accumulati facendo benzina alla Erg, poi si tuffa nel mondo che conosce meglio, il calcio: “Mi spiace per Ferrara. Non lo conosco ma so cosa si prova nel non poter portare a termine un percorso iniziato solo pochi mesi prima”.

I tifosi della Sampdoria ancora ricordano il suo applauso al termine della finale di Coppa Italia con la Lazio, vinta ai rigori dai biancocelesti: “Credo sia stato un gesto normale. Ho visto la tifoseria sostenere la squadra per 120’ e oltre. Si sono comportati in maniera esemplare ed è stato giusto applaudirli. A dire il vero però, c’è un’altra immagina che porto negli occhi. Quando allenavo il Palermo, ci siamo presentati al Ferraris nella giornata che ha condannato la Samp in B. Ho visto i tifosi incitare i propri giocatori, rincuorarli. In quel momento ho pensato che mi sarebbe piaciuto allenare questa squadra”.

Corsi e ricorsi storici, adesso il Doria è nelle sue mani: “In questi mesi mi sono arrivate diverse offerte, aspettavo quella giusta. Ho scelto la squadra genovese per le persone che già conosco, come Sagramola, e per le belle cose che ho sempre sentito dire sulla società blucerchiata”.

Sei mesi a disposizione (700 mila euro più premio salvezza di 300 mila) per guadagnarsi la riconferma: “Solo lavorando sul campo potrò capire di che cosa ha bisogno questa squadra. Spero non solo di “schiaffi” – che ho dimostrato di saper dare e di cui già mi sono scusato – ma di tranquillità e di un modo diverso di stare in campo. Se vieni chiamato in corsa vuol dire che qualcosa non funziona. Non ho la bacchetta magica, non sono un riparatore; sono un allenatore di calcio”.

Il popolo blucerchiato si aspetta una Samp spettacolo, marchio di fabbrica del nuovo tecnico: “Credo che i risultati possano arrivare solo con il bel gioco. Lazio, Juve e Milan? Una alla volta. Quando giochi in Serie A sono tutte difficili. Ho voluto la bicicletta e ora pedalo”.

Sul futuro: “La mia carriera parla di rapporti lunghi e duraturi. Non sono qui tanto per prendere uno stipendio, le occasioni non mi sono mai mancate”. Poi si parla di giocatori. Sul generico: “Mi piace lavorare con i giovani, soprattutto quando questi hanno voglia di mettersi in discussione. La penso come la società, la qualità non ha età. Sta a me trovare la loro totale disponibilità”. E nello specifico: “Palombo? È un giocatore della Samp. La società mi ha dato una rosa di 28 elementi, tra i tanti nomi c’è pure quello di Angelo. Con un nuovo tecnico si riparte tutti da zero. Mi auguro che alla vigilia delle partite dormano tutti tranquilli perché consci di aver dato il massimo in allenamento. Se sono io a non dormire vorrà dire che avrò l’imbarazzo della scelta; speriamo vada così”.

Le ultime dichiarazioni sono di Carlo Osti. Uomo di poche parole, lo aveva già fatto intendere Garrone: “Felice di essere qui. Sono stato chiamato solo ieri e non ho idee precise di quello che dovremo fare sul mercato. Staremo sul pezzo per capire le problematiche e tentare di risolverle. Vivendo lo spogliatoio ci faremo un’idea più precisa. Cercherò di essere sempre presente sul campo, mi confronterò con la società e il mister per capire cosa si potrà fare. Per esperienza personale punterei su giocatori che già conoscono il calcio italiano. Rispetto al passato, nella corsa salvezza, c’è una maggiore incertezza; sono molte le squadre che non pensavano di potersi trovare in questa situazione e che interverranno per uscirne fuori. Ci sarà da lottare anche in sede di trattative”.